Venerdì 13 marzo assemblea pubblica

PIOMBINO – Comunicato USB assemblea pubblica.

RIESCI ANCORA AD ARRIVARE A METÀ MESE?

SE AUMENTA TUTTO DEVE AUMENTARE ANCHE LA RABBIA!
VENERDÌ 13 MARZO ALLE 17 ASSEMBLEA PUBBLICA IN PIAZZA CAPPELLETTI
VERSO LA MANIFESTAZIONE DELL’11 APRILE CONTRO IL RIGASSIFICATORE E I TRAFFICI DI ARMI NEL PORTO DI PIOMBINO
O ci occupiamo della guerra o la guerra si occuperà di noi, a nostre spese, con i soldi delle nostre tasche. Come USB diciamo questo da anni e i fatti purtroppo ci stanno dando ragione. Da giorni il mondo è costretto ad assistere ad un’altra guerra illegale targata USA e Israele. Altre bombe e altre stragi sulla popolazione civile e sulle scuole. Gli aumenti a catena del carburante, dei costi di produzione e trasporto dei beni stanno già impattando in maniera pesante sulle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici.
La situazione è fuori controllo, l’escalation temuta non accenna a rientrare. A furia di dire sempre sì ai padroni al di là dell’Atlantico e ai loro vassalli in Israele (o viceversa) ricevendo in cambio umiliazioni e disprezzo, il governo Meloni rischia adesso di trascinarci ancora più a fondo in una spirale di guerra.
Dopo il suicidio energetico (investimento nei rigassificatori e obbligo di acquistare e strapagare il GNL dagli USA e dai loro alleati) abbiamo avuto la corsa dell’inflazione che si è mangiata i nostri salari e gli aumenti ridicoli degli ultimi rinnovi contrattuali. Poi è venuto il declino produttivo dovuto ai dazi USA e il piano europeo per il riarmo tagliando i fondi alla scuola e alla sanità.
Cosa altro ci mancava? La benzina a 2 euro e passa (a 3 euro al litro tra 20 giorni? Potrebbe non essere un pesce d’aprile).
Tutto ciò non è lontano da una piccola città come Piombino, e ogni giorno che passa lo vediamo in maniera sempre più preoccupante. Ad esempio riguardo al rigassificatore e ai traffici di armi nel nostro porto.
Il governo Meloni ha già fatto capire che vuole tenere il rigassificatore anche dopo la durata dei 3 anni sancita dalla sentenza del TAR Lazio. I partiti che governano la Regione Toscana e il Comune di Piombino coltivano i propri equilibrismi per salvare una faccia a cui non crede più nessuno ormai. Lo avevamo già scritto a dicembre e a gennaio e lo ribadiamo anche oggi e nelle settimane seguenti: non c’è alternativa a una lotta di popolo, senza delegare alle rappresentanze istituzionali il compito di conquistare un altro futuro e un altro sviluppo per Piombino.
Non bastavano i rischi per la sicurezza connessi alla presenza del rigassificatore (impianto a rischio di incidente rilevante) in un porto così vicino a una città che dispone di una sola via di fuga in caso di emergenza.
Da mesi assistiamo anche a un crescendo di materiale bellico e di esplosivi nel porto di Piombino, anche in contemporanea al transito delle navi metaniere. Tutto ciò per noi è inaccettabile, pericoloso per la città, per il traffico passeggeri da e per l’Elba e ovviamente anche per chi lavora nell’area portuale. E rende inoltre la nostra città partecipe di traffici di morte e distruzione verso teatri di guerra presenti o prossimi a scoppiare. Oggi, mercoledì 11 marzo, questa deriva ha fatto un ulteriore salto di qualità: dopo il maxi-imbarco di mezzi blindati del 27 gennaio scorso, le operazioni di carico-scarico di esplosivi della nave Severine hanno coinvolto anche Piombino Logistics e Jsw per poi essere trasportate su rotaia (verso dove?).
I lavoratori e le lavoratrici, le classi popolari di questa città non possono più voltarsi dall’altra parte, perché sia il rigassificatore che i traffici di armi e le spese militari sono connessi all’impoverimento dilagante, alla difficoltà ad arrivare a fine mese (o già a metà, per alcuni…), al perché le nostre scuole e i nostri ospedali sono ridotti a uno stato fatiscente, mentre ci barcameniamo tra precarietà lavorativa, part-time involontari e salari che vediamo non ci bastano più a sopravvivere
Quando siamo scesi in piazza contro il genocidio israeliano in Palestina e contro l’escalation bellica non stavamo parlando di “altro”. Ci stavamo occupando precisamente di un futuro che ci avrebbe coinvolto.
Un futuro che può e deve essere fermato dalla forza d’urto di una mobilitazione popolare determinata e che non accetti di vedersi sopraffatta e sconfitta. Questo il percorso che come USB abbiamo costruito anche a Piombino nei tre scioperi generali e nelle manifestazioni dello scorso autunno; questa dunque anche la linea che intendiamo portare avanti nelle prossime settimane, partecipando e contribuendo alla manifestazione popolare dell’11 aprile prossimo contro il rigassificatore e i traffici di armi nel porto di Piombino.
Affinché la nostra città non diventi un obiettivo militare e torni al centro di veri investimenti in grado di rilanciare l’economia e l’occupazione, chiamiamo a un’ampia partecipazione venerdì 13 marzo alle 17 in Piazza Cappelletti all’assemblea cittadina indetta dal Comitato di Salute Pubblica. Non intendiamo più essere complici della distruzione di altri stati e altri massacri di popoli per ingrassare i portafogli dei padroni e degli azionisti delle multinazionali del gas e delle armi.
Via il rigassificatore e stop ai traffici di armamenti nel nostro porto!
Piombino non si arrende né si arruola!
USB Piombino