VENTURINA TERME – Cambiamo Futuro su un presunto centro di preghiera: “Via vai che ha preoccupato i cittadini a Venturina Terme: servono trasparenza e rispetto delle norme”.
Negli ultimi giorni diversi cittadini di Venturina Terme hanno segnalato un insolito via vai di persone attorno ad un locale che, secondo quanto
riferito da alcuni residenti, verrebbe utilizzato come luogo di ritrovo e preghiera da parte di fedeli musulmani.
La situazione ha attirato l’attenzione soprattutto per la frequenza degli ingressi e delle uscite in vari orari della giornata e per un certo clima di
circospezione che ha inevitabilmente generato interrogativi tra chi vive nella zona.
A raccogliere queste segnalazioni è stata la lista civica Cambiamo Futuro, che da tempo mantiene un contatto diretto con i cittadini del territorio e
che ha deciso di portare la questione all’attenzione dell’amministrazione comunale.
“Cambiamo Futuro ascolta i cittadini e vigila su ciò che accade nel nostro territorio» spiega Alessio Albertoni, capogruppo della Lista Civica: «Quando
emergono dubbi o preoccupazioni è nostro dovere chiedere chiarimenti e verifiche qui non c’entra nulla il razzismo. Venturina ha sempre dimostrato
coi fatti la convivenza tra culture diverse, la comunità senegalese è presente da decenni e composta da tante persone che lavorano duramente e che
non hanno mai creato problemi, diventando parte integrante della vita del paese. Proprio per questo la questione non riguarda la religione o chi prega, ma la trasparenza e il rispetto delle regole”.
In Italia la libertà religiosa è garantita dall’articolo 19 della Costituzione, che tutela il diritto di professare liberamente il proprio
culto. Allo stesso tempo, però, quando un locale viene utilizzato stabilmente come luogo di ritrovo o di preghiera, è necessario che siano rispettate tutte le normative urbanistiche, edilizie e di sicurezza previste dalla legge.
Per questo motivo Cambiamo Futuro presenterà un’interrogazione in Consiglio Comunale.
“Se davvero nel territorio comunale fosse stato autorizzato o regolarizzato un centro culturale o un luogo di preghiera – osserva Albertoni – verrebbe spontaneo chiedersi come mai di tutto questo non si sia saputo nulla». Negli ultimi mesi, infatti, ogni progetto o iniziativa dell’amministrazione comunale viene puntualmente annunciato e pubblicizzato sui social con grande enfasi, spesso nel tentativo di contrastare l’idea diffusa tra molti cittadini di un Comune fermo e privo di iniziative.
“In questo caso invece – prosegue Albertoni – non si è visto nulla, nessuna comunicazione, nessuna spiegazione pubblica. E questo porta inevitabilmente a una domanda semplice: i controlli sono stati fatti oppure no?”.
L’interrogazione servirà proprio a fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali: se il Comune sia a conoscenza dell’attività svolta nel locale, quale sia la destinazione urbanistica dell’immobile e se siano state effettuate le verifiche necessarie dal punto di vista edilizio, della sicurezza e della capienza.
“Io sul territorio ci sono ogni giorno – conclude Albertoni – ascolto i cittadini e porto le loro segnalazioni nelle sedi istituzionali. Non
vogliamo creare polemiche né contrapposizioni: vogliamo semplicemente trasparenza e rispetto delle regole”.
Se quel luogo rappresenta realmente l’espressione di un bisogno della comunità musulmana locale, non c’è nulla di male che esista. Ma proprio per questo è giusto che tutto avvenga alla luce del sole e nel pieno rispetto delle norme.
Alessio Albertoni

