“Sul rigassificatore serve chiarezza e serietà”

CAMPIGLIA MARITTIMA – “Sul rigassificatore serve
chiarezza e serietà. La sicurezza dei cittadini venga prima delle bandiere
politiche.”

Campiglia Marittima: “Scrivo queste riflessioni con l’unico obiettivo di dare un contributo concreto al dibattito su un tema che riguarda tutto il
nostro territorio.”

Così interviene Alessio Albertoni, esponente della Lista Civica Cambiamo Futuro, sul tema del rigassificatore di Piombino e sulle recenti mobilitazioni.

“Non ho mai avuto la tessera di un partito e non credo che ne avrò una in futuro. Non perché disprezzi la politica, ma perché non mi interessa fare
carriera politica.

Quello che mi interessa, semmai ne avrò l’occasione, è
essere un buon amministratore per il Comune di Campiglia Marittima, un territorio a cui tengo profondamente.”

Proprio per questo, spiega Albertoni, ha partecipato quando possibile agli incontri e ai momenti di confronto sul tema.

“La mia posizione è chiara: sono contrario alla presenza del rigassificatore a Piombino, soprattutto per la collocazione scelta nel porto.”

Secondo Albertoni si tratta di una battaglia che non riguarda un singolo Comune. “Non è una questione di campanile. Riguarda un intero territorio e tutte le comunità che lo abitano.”

Allo stesso tempo, Albertoni invita a mantenere coerenza nel dibattito pubblico.

“Mi sorprende vedere come alcune mobilitazioni si accendano su certi temi e risultino invece molto più tiepide su altri che incidono allo stesso modo sul territorio.

Penso, ad esempio, ai grandi progetti di eolico
industriale o agli impianti fotovoltaici estensivi.

Quando si parla di una pala eolica alta 236 metri, 4 volte la Torre di Pisa, prevista a poche centinaia di metri dal Golfo di Baratti, oppure di decine di campi da calcio di superfici agricole che potrebbero essere coperte da pannelli fotovoltaici, il livello di attenzione pubblica sembra improvvisamente cambiare.”

Per Albertoni il punto centrale dovrebbe restare uno solo: la tutela del territorio e soprattutto la sicurezza delle persone.

“Nel caso del rigassificatore la questione principale dovrebbe essere affrontata senza bandiere politiche: la sicurezza. Parliamo di un impianto
collocato in un porto dove transitano traghetti con migliaia di persone e a poca distanza da una città dove vivono, lavorano e studiano migliaia di cittadini.”

È proprio su questo punto che Albertoni esprime la sua principale perplessità. “Non riesco a comprendere perché una questione così seria venga continuamente mescolata con dinamiche di politica locale, guerre
internazionali o referendum nazionali.

Non sono temi irrilevanti, ma aggiungere continuamente nuovi fronti ad una battaglia che dovrebbe avere un principio molto preciso non la rafforza. Al contrario rischia di indebolirla
e di renderla meno credibile.”

Per l’esponente di Cambiamo Futuro il principio da difendere deve restare chiaro: “Se il bene primario è la sicurezza e la vita delle persone, la nostra, quella dei nostri figli e delle nostre famiglie, allora questo deve
restare il centro della battaglia, non uno dei tanti argomenti sul tavolo.”

Albertoni solleva poi una questione politica che definisce “difficile da comprendere”.

“In questi giorni si concentra gran parte della polemica contro il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, al quale viene chiesto di dimettersi. Eppure
è un fatto che negli anni il sindaco abbia espresso contrarietà al progetto e abbia contestato l’iter autorizzativo anche attraverso ricorsi legali.”

“Allo stesso tempo — prosegue Albertoni — è altrettanto un fatto che l’autorizzazione all’installazione del rigassificatore sia stata firmata dal
Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nel suo ruolo di commissario straordinario per l’opera.”
Da qui la domanda politica: “Come si può chiedere le dimissioni del sindaco e allo stesso tempo ignorare il ruolo di chi ha firmato l’autorizzazione dell’impianto?”

Secondo Albertoni le responsabilità politiche possono essere discusse e criticate, ma con coerenza. “Si può ritenere che il sindaco Ferrari non abbia fatto abbastanza o che avrebbe potuto fare di più. Ma è difficile attribuirgli più responsabilità di chi ha avuto il potere formale di autorizzare l’opera.”

Infine un appello alla serietà del confronto istituzionale. “Se davvero l’obiettivo è fermare o spostare il rigassificatore, ha senso trasformare
ogni possibile alleato istituzionale in un nemico?

Oppure sarebbe più utile smettere di fare politica su ogni cosa e concentrarsi davvero sul bene del
territorio?”

“La tutela del territorio, della sicurezza e della vita delle persone dovrebbe essere il punto di partenza e di arrivo di questa battaglia. Il resto — etichette, tifoserie e guerre di bandiera — serve alla politica, non al territorio.”