Risposta al consigliere Anselmi su ticket Pronto Soccorso

PIOMBINO – Abbiamo letto il comunicato firmato dal Consigliere Davide Anselmi in merito all’interrogazione sul ticket da 25 euro per l’accesso al pronto soccorso in situazione non urgenti.

Ci coglie il dubbio che il Consigliere Anselmi non  abbia letto l’interrogazione, altrimenti non capiamo come possa redarguirci per aver responsabilizzato il sindaco.
La risposta del gruppo di FDI alla nostra interrogazione – la cui sintesi è: è colpa di Ciampi (1993), di Prodi (2007) e della Regione e il sindaco non può farci nulla – dimostra una cosa sola: non hanno capito (o fingono di non capire) il cuore del problema, preferendo rifugiarsi in un elenco di normative degli anni ’90 pur di non disturbare il manovratore.
È ridicolo citare Ciampi o Prodi per giustificare un ticket che oggi, nel 2026, diventa una tassa sulla povertà a causa del deserto sanitario in cui è stata lasciata Piombino. Non ci interessa chi ha inventato il ticket, ci interessa chi oggi lo esige da un cittadino che va al Pronto Soccorso perché il suo medico di base non risponde o non fa visite domiciliari.
Dire che il sindaco non ha competenza diretta è una bugia pericolosa, il sindaco non è un passante, è la massima autorità sanitaria locale e ha il dovere di vigilare sull’applicazione degli accordi che obbligano i medici alle visite domiciliari. FdI ignora totalmente il punto centrale: il corto circuito tra medicina territoriale e ospedale. Se il sistema territoriale fallisce, il ticket non è più un disincentivo all’abuso, ma una sanzione ingiusta contro chi sta male. Noi abbiamo fatto proposte concrete e chiesto una soluzione reale, effettiva: un protocollo che preveda l’esenzione per chi segue un’indicazione medica. Se un medico nega il domicilio via telefono secondo una valutazione che non potrà mai essere come una valutazione diretta, e il paziente, che non è un medico e non sa, corre al Pronto Soccorso dove gli chiedono 25 euro, il Sindaco deve intervenire. Chiedere un tavolo di monitoraggio non è sterile propaganda, come scrive il Consigliere Anselmi, ma è l’esercizio del potere di controllo che la legge conferisce al sindaco. Lui ha il potere e il dovere di pretendere dall’ASL il rispetto degli accordi, laddove prevedono le visite domiciliari, e di tutelare i suoi cittadini. Dire che non può far nulla, è una resa politica che non è accettabile.
Ma su questo il Consigliere Anselmi tace, preferisce parlare della Regione Toscana, di Roma, del mondo,  pur di non ammettere che il Sindaco Ferrari potrebbe, se volesse, farsi promotore di un protocollo d’intesa con l’ASL per tutelare i suoi cittadini.
Lui scrive che “ Serve serietà, non sterile propaganda, solo per addossare colpe al Sindaco al fine di avere un bel titolo sui quotidiani locali.”
Potremmo dire la medesima cosa di lui, aggiungendo una piccola lezione sull’onestà intellettuale, dopo  quelle impartiteci  sulla storia del diritto: l’onestà intellettuale consiste nel riconoscere che un cittadino senza  un medico di famiglia che lo supporti,  che non va a casa e visita, se così possiamo dire, per telefono, non sta facendo accessi impropri, sta cercando di  superare un malessere, una malattia. Il ruolo dell’opposizione è proprio questo: evidenziare le discrepanze, le criticità e attivarsi di conseguenza.
Il sindaco Ferrari non può continuare a fare l’osservatore non pagante. Se la sanità a Piombino è un caos, lui è il primo responsabile politico della comunità. Invece di mandare avanti i suoi consiglieri a citare leggi del secolo scorso, venga in Consiglio a dirci se intende difendere i portafogli e la salute dei piombinesi o se preferisce continuare a fare il notaio dei disservizi altrui.
Quindi, per concludere, diciamo al Consigliere Anselmi che il tempo delle lezioni di storia è finito.
È l’ora delle risposte.
Rifondazione Comunista Piombino