“Piombino continua ad essere bastonato e preso in giro”

PIOMBINO – Piombino continua ad essere bastonato e preso in giro. Meloni nel Decreto Infrastrutture ha inserito un comma per fare rimanere il rigassificatore a Piombino a tempo indeterminato.

Chi ha detto che il rigassificatore danneggia la nostra economia ed il porto, inquina l’ambiente e per la sua collocazione rappresenta un pericolo inaccettabile deve agire! Invece il Presidente della Regione Toscana e il Sindaco di Piombino accettano di fatto tale decisione: si adattano e fanno a gara a chi otterrà le compensazioni! La sicurezza, lo sviluppo e la dignità di una città non sono in vendita e non possono essere compensate. Contro tale provvedimento vi sono le vie che mette a disposizione la Legge come il ricorso alla Corte Costituzionale!

Ma oggi è il momento della lotta politica per obbligare il Governo a togliere il comma Piombino!

Il Sindaco deve avere il coraggio di chiedere pubblicamente al Governo ed al suo partito, Fratelli d’Italia, di levare tale comma dichiarando che in caso contrario si dimetterà!

Se continua a dire sono contrario e poi non attacca l’operato del suo governo ci prende il giro e diviene complice di questa scelta. Giani per non essere altrettanto complice della scelta del Governo deve dimettersi immediatamente da Commissario Governativo per iniziare la lotta contro tale provvedimento da Presidente della Regione Toscana ed in Parlamento con il suo partito per togliere dal Decreto Legge il comma Piombino!

Vogliamo che il rigassificatore si tolga da Piombino perché il nostro porto non sia al servizio di SNAM ma permetta lo sviluppo del trasporto merci, dei passeggeri, del turismo e delle navi da crociera, della piccola e media industria come della siderurgia!

Aderiremo alla manifestazione dell’11 Aprile e chiediamo ai comitati di rivendicare insieme al no al rigassificatore una politica governativa che rifiutando di spendere i nostri soldi per comparare GNL ed armi dall’America, invece di regalarli alle multinazionali li usi per farci uscire dalla crisi economica e sociale in cui da anni di dibattiamo.

Unifichiamo le lotte (ospedale, infrastrutture, fabbriche, bonifiche) per un piano di rinascita di Piombino e per non farci più prendere in giro. Vogliamo tornare a produrre acciaio ma non per le armi.

Coordinamento Art.1-Camping CIG