Parco delle Miniere dell’Amiata: nominato il Comitato Tecnico Scientifico e promossa la Rete Musicale della Memoria Mineraria

AMIATA – Con due decreti firmati il 10 marzo 2026, il Commissario Straordinario Mauro Tognoli compie un doppio passo concreto: dotare l’Ente di competenze scientifiche di alto profilo e costruire, insieme alle comunità, un progetto di sistema fondato sulla memoria musicale della civiltà mineraria.

Due atti, una direzione chiara. Con i decreti commissariali n. 2 e n. 3 del 10 marzo 2026, il Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata compie due passi che segnano un cambio di ritmo nella vita dell’Ente: la nomina del Comitato Tecnico Scientifico e la promozione della Rete Musicale della Memoria Mineraria dell’Amiata.

Non si tratta di atti formali. Sono scelte che traducono in fatti una visione precisa: un Parco che non si limita a conservare un patrimonio, ma lo rimette in circolo, costruendo relazioni tra competenze, territori e comunità. Un Parco che fa sistema — concretamente, visibilmente.

Un Comitato Tecnico Scientifico per guardare avanti

Il decreto n. 2 istituisce il Comitato Tecnico Scientifico previsto dall’articolo 18 dello Statuto del Consorzio, con funzione propositiva e consultiva su programmi, progetti e aspetti tecnici della gestione del Parco.

Il Comitato è composto da tre membri: il Dott. Daniele Rappuoli, Direttore del Parco, membro di diritto; il Prof. Mirko Tattarini, Direttore e docente di progettazione ed ecodesign presso l’ISIA di Firenze (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche); e il Prof. Paolo Stefano Garofalo, Professore associato presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Bologna, con specializzazione in georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali.

La scelta dei profili non è casuale. Un esperto di progettazione e design applicato al territorio e un geologo con competenze specifiche sul patrimonio geominerario: due sguardi complementari che il Parco chiama a sé nel momento in cui si prepara ad aggiornare il proprio Piano di Indirizzo e a valutare le proposteprogettuali avanzate dai Comuni, tra cui il documento “Siele Science Hub — Il capitale naturale come infrastruttura pubblica” presentato dai Comuni di Piancastagnaio, Castell’Azzara e Santa Fiora.

Il CTS dura in carica cinque anni, opera a titolo gratuito ed è chiamato a esprimere parere tecnico su programmi di ricerca e investimento, sul Piano di Indirizzo e su ogni questione tecnica sottoposta dal Commissario e dal Direttore.

La Rete Musicale: quando la memoria diventa progetto condiviso

Il decreto n. 3 promuove la costituzione della Rete Musicale della Memoria Mineraria dell’Amiata, un progetto che nasce dal riconoscimento di un fatto semplice e potente: la storia mineraria dell’Amiata non vive solo nelle gallerie e nei documenti d’archivio. Vive nelle voci, nei canti, nella musica che le comunità hanno prodotto per quasi un secolo.

Due realtà ne sono il cuore: l’Orchestra della Miniera di Abbadia San Salvatore, le cui origini risalgono al 1931, nata dentro la comunità mineraria come strumento di crescita culturale e sociale — la prima orchestra popolare mineraria d’Italia — e il Coro dei Minatori di Santa Fiora, nato negli anni Settanta su impulso di Padre Ernesto Balducci, in quel momento difficile in cui le miniere chiudevano e una civiltà intera rischiava di dissolversi nel silenzio. Due storie diverse, due forme complementari di espressione — il canto popolare e la produzione orchestrale — che insieme restituiscono la complessità e la dignità della tradizione musicale mineraria amiatina.

Il Protocollo di Intesa che darà corpo alla Rete prevede ambiti di collaborazione che vanno dai concerti nei siti minerari alle attività didattiche per scuole e cittadini, dalla partecipazione a reti nazionali e internazionali dedicate alla memoria del lavoro minerario fino alla realizzazione di registrazioni audio e video per la documentazione e l’archiviazione del patrimonio musicale. Orchestra e Coro assumeranno il ruolo di ambasciatori culturali del Parco nelle iniziative cui prenderanno parte, portando con sé, ovunque si esibiranno, il logo e la storia di un territorio.

Il Protocollo ha durata triennale, è rinnovabile e non comporta obblighi finanziari automatici: ogni progetto sarà concordato e finanziato con atti specifici. È la struttura leggera e flessibile di chi costruisce relazioni vere, non apparati burocratici.

Fare sistema: il metodo prima del progetto

Letti insieme, i due decreti raccontano qualcosa di più della somma delle parti. Il Commissario Tognoli interviene simultaneamente su due piani che troppo spesso, nella vita degli enti culturali italiani, restano separati: il piano della competenza tecnica e scientifica e il piano della relazione con le comunità e le loro espressioni più autentiche.

Con il CTS, il Parco si dota di uno strumento di orientamento tecnico indispensabile per le scelte che lo attendono nei prossimi mesi, a partire dall’aggiornamento del Master Plan e dalla valutazione delle progettualità territoriali. Con la Rete Musicale, il Parco dichiara che la valorizzazione della memoria mineraria non può essere un’operazione calata dall’alto: funziona solo se le comunità ne sono protagoniste, se le associazioni che custodiscono quella memoria sono riconosciute come interlocutori e co-autori di un percorso.Questi atti si inseriscono nel percorso di costruzione del Piano Operativo 2026, che il Commissario sta elaborando con l’obiettivo di restituire al Parco piena capacità operativa, credibilità istituzionale e visione strategica. L’idea di fondo è chiara: un Parco che funziona è un Parco che sa coinvolgere chi il territorio lo vive, lo studia, lo canta.

«Il Parco delle Miniere dell’Amiata non è un museo da visitare: è un territorio da abitare, un patrimonio da restituire alle comunità che lo hanno costruito con il lavoro e con la vita. Il Comitato Tecnico Scientifico e la Rete Musicale sono due strumenti diversi ma convergenti: ci servono competenze rigorose per orientare le scelte, e ci serve il respiro delle persone per dare senso a quello che facciamo. Oggi il Parco dimostra che si può fare sistema in modo concreto, senza retorica, mettendo intorno allo stesso tavolo la scienza e la memoria viva del territorio».

Mauro Tognoli, Commissario Straordinario.