PIOMBINO – JSW PIOMBINO: BASTA SILENZI. I LAVORATORI NON POSSONO PAGARE LE SCELTE DELLE MULTINAZIONALI
Nello stabilimento JSW di Piombino cresce la preoccupazione tra i lavoratori per il futuro della produzione di rotaie e per il destino dell’intero sito industriale.
Ancora una volta assistiamo al solito copione:
silenzi, annunci a mezzo stampa e promesse che non diventano mai fatti.
I lavoratori hanno diritto di sapere quale sarà il loro futuro dopo anni di sacrifici, incertezze e rinvii. Non si può continuare a governare una delle più importanti realtà industriali del Paese con il silenzio e con le carte bollate.
Nel frattempo è sparito dai radar anche ila firma dell’ accordo di programma di JSW , che avrebbe dovuto rappresentare la svolta per Piombino.
Di quell’accordo oggi non parla più nessuno.
Un accordo che riguarda non solo centinaia di posti di lavoro ma il futuro di un intero territorio viene lasciato nel dimenticatoio mentre il Governo resta completamente assente.
Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di come in questo Paese la politica industriale non esista più e il destino dei lavoratori venga lasciato nelle mani delle multinazionali.
Ma i lavoratori non possono essere ostaggi delle strategie industriali di chi viene in Italia solo per fare operazioni finanziarie.
Nel frattempo la situazione internazionale si aggrava. Le guerre si moltiplicano e il mondo entra sempre più dentro una economia di guerra, con miliardi destinati alle spese militari mentre per il lavoro e per l’industria non si trovano mai risorse.
L’ultima escalation in Medio Oriente, con il coinvolgimento dell’Iran, non fa paura solo per la tragedia umana — per i morti, per i civili, per i bambini — ma anche per le conseguenze economiche.
L’aumento vertiginoso dei costi di petrolio e gas rischia di avere effetti pesantissimi sull’industria e anche sul futuro della fabbrica di Piombino.
In questo quadro cresce una domanda che i lavoratori si fanno ogni giorno:
saranno garantiti gli approvvigionamenti dei blumi per la produzione delle rotaie?
Sappiamo che il 20 aprile la produzione di rotaie verrà fermata fino al 20 maggio per l’ennesima manutenzione.
Ma la domanda è semplice:
il 20 maggio la produzione ripartirà davvero o siamo davanti all’ennesimo rinvio?
I lavoratori sono stanchi delle promesse.
Noi diciamo con chiarezza che la siderurgia è un settore strategico per il Paese e non può essere lasciata alla speculazione delle multinazionali o all’immobilismo del Governo.
Piombino e Taranto sono poli strategici della siderurgia italiana.
A Piombino si producono rotaie che in Italia non produce nessun altro stabilimento.
Lasciare morire questa produzione sarebbe una scelta industriale e politica gravissima.
Per questo la nostra posizione è chiara.
Se Jindal non ha più intenzione di investire davvero su Piombino, allora si faccia da parte.
E se il capitale privato non è in grado di garantire lavoro e sviluppo, deve intervenire lo Stato.
USB lo dice da tempo:
serve una presenza pubblica forte e la nazionalizzazione dei settori strategici, a partire dalla siderurgia.
Non si può continuare a parlare di sovranità industriale mentre si lasciano chiudere le fabbriche.
Su Metinvest vogliamo risposte chiare:
si tratta solo dell’ennesimo annuncio o esiste davvero un progetto per costruire a Piombino una nuova acciaieria moderna?
Il tempo degli slogan è finito.
I lavoratori chiedono verità, lavoro e futuro.
Se queste risposte non arriveranno, sarà inevitabile aprire una stagione di mobilitazione forte per difendere il lavoro, la siderurgia e il futuro di Piombino.
USB continuerà a stare dalla parte dei lavoratori e a pretendere ciò che spetta loro: lavoro, dignità e prospettiva industriale.
Usb Piombino
Usb Nazionale settore Industria

