“ E’ il momento della verità per Piombino!”

PIOMBINO –  Il tempo delle rassicurazioni elettorali e dei post sui social media è ufficialmente scaduto perché la partita per il futuro di Piombino entra ora nella sua fase più critica e decisiva.

Con la scadenza del 31 marzo per la presentazione degli emendamenti all’Articolo 5 del Decreto Legge 9, la politica non ha più alibi e deve scegliere da che parte stare.

Non è più accettabile che si parli di tutela del territorio nelle piazze locali mentre a Roma si permette che i termini di permanenza della nave rigassificatrice Italis LNG vengano dilatati o resi opachi attraverso norme che rischiano di trasformare una soluzione, inizialmente definita emergenziale, in una servitù strutturale e a tempo indeterminato.

La coerenza dei rappresentanti eletti si misura oggi esclusivamente sugli atti legislativi depositati nelle sedi istituzionali e non sulle vuote dichiarazioni d’intento.

Per questo motivo noi chiediamo con forza che la politica passi dai proclami ai fatti, con la cancellazione dal Decreto in discussione al Senato della proroga all’esercizio del rigassificatore FRSU Italis e con l’esplicita dichiarazione del limite invalicabile del 3 luglio 2026 alla sua permanenza in porto, senza possibilità di future proroghe o rinnovi in seguito a procedimenti amministrativi o commissariali.

La comunità di Piombino monitorerà con estrema attenzione l’andamento dei lavori parlamentari in merito alla sicurezza e all’impatto ambientale di un’opera che pesa sulle teste di migliaia di cittadini, poiché ogni astensione, ogni assenza e ogni voto contrario a questi emendamenti di buonsenso sarà interpretato come un aperto tradimento degli impegni presi con questo territorio.

Se pensano che resteremo a guardare mentre ci scippano il futuro e bloccano lo sviluppo del porto per i prossimi dieci anni, hanno fatto male i conti.

La battaglia che inizia il 31 marzo nelle aule del Parlamento, avrà il suo coronamento sabato 11 aprile, quando torneremo nelle piazze per dimostrare che siamo il muro contro cui si infrangono gli assurdi e inaccettabili decreti calati dall’alto.

Piombino non è la discarica energetica d’Italia; il rigassificatore deve uscire dal porto ora, senza se e senza ma, per restituire dignità e prospettive a una città che ha già dato fin troppo.

Piombino non si vende, ma si difende!

Comitato Salute Pubblica

Comitato La Piazza della Val di Cornia

Gruppo Gazebo 8 Giugno