Assemblea pubblica rigassificatore: “Assenza di alcuni invitati e il silenzio della Regione”

PIOMBINO – Nel pomeriggio di ieri, 6 febbraio, si è svolta presso il Centro Giovani di Piombino un’assemblea pubblica sul tema del rigassificatore, da me organizzata per il Comitato “La Piazza della Val di Cornia” e il Gazebo 8 Giugno, per garantire ai cittadini un confronto diretto su una scelta che incide in modo profondo e irreversibile sul territorio.

Ringrazio i cittadini presenti, il Sindaco Francesco Ferrari il Vice Sindaco Luigi Coppola , gli Assessori, i Consiglieri comunali e i capigruppo di maggioranza e di opposizione che hanno ritenuto doveroso esserci. Un ringraziamento speciale all’avvocato Vincenzo Perticaro dellUSB per essere stato presente.
All’assemblea erano stati invitati tutti i sindaci firmatari della petizione, il Presidente della Regione Toscana nonché Commissario Straordinario Eugenio Giani e l’Assessore regionale all’Ambiente, unico ad aver risposto comunicando la propria assenza per motivi di salute.
L’assenza totale degli altri invitati e il silenzio della Regione e delle istituzioni sovracomunali sono inaccettabili e politicamente gravi. Non si tratta di dimenticanze o imprevisti: è una scelta chiara e precisa di non confrontarsi con i cittadini di Piombino, ignorando deliberatamente il diritto della comunità ad essere ascoltata.
La Regione Toscana e le istituzioni invitate devono assumersi la piena responsabilità di questa mancanza.
Parlo a titolo personale. Sono una mamma e una cittadina, la stessa mamma che, circa due anni fa, scrisse al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e non ricevette alcuna risposta. Questo episodio dimostra chiaramente che, se non sei una persona “importante” o di peso, non vieni mai ascoltata, non ottieni nulla e vieni ignorato dalle istituzioni.
La mia voce rappresenta comunque una comunità intera che chiede ascolto su decisioni imposte dall’alto. Ignorare un’assemblea pubblica significa ignorare Piombino stessa. Mi chiedo: cosa bisogna fare per essere ascoltati dalle istituzioni?
Il confronto con i cittadini non è un favore: è un dovere istituzionale. Il silenzio della Regione e delle istituzioni sovracomunali è una fuga dalle proprie responsabilità, un atto di grave disprezzo verso chi vive e lavora sul territorio.
Ieri sera la porta del dialogo è rimasta chiusa. Non per caso, ma per scelta deliberata. Una scelta che pesa e che i cittadini di Piombino non dimenticheranno.
Piombino non chiede favori. Piombino pretende risposte concrete, presenza e rispetto.
E continuerà a pretenderle con determinazione, finché le istituzioni non si assumeranno le proprie responsabilità.
Marino Santa Francesca