Via il rigassificatore dal porto di Piombino nel 2026

PIOMBINO – Comunicato stampa

Ai Sindaci

Al Commissario

Al Ministro dell’Ambiente

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

“Via il rigassificatore dal porto di Piombino nel 2026”

I Sindaci della costa toscana dicono NO al rigassificatore dentro il porto di Piombino.

Con la loro firma i Sindaci della Costa Toscana da Livorno a Castiglione della Pescaia hanno aderito all’iniziativa promossa dai Comitati Cittadini di Piombino per chiedere al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di rispettare gli atti e gli impegni del Governo e del Commissario straordinario Eugenio Giani che, in qualità di Commissario Straordinario, ha rilasciato l’autorizzazione al rigassificatore n.140 del 25.10.2022 a favore della Soc. Snam per la durata di tre anni.

I tre anni sanciscono la cessazione dell’attività di rigassificazione e l’allontanamento dal porto di Piombino della nave rigassificatrice Italis LNG (ex Golar Tundra).

Le firme dei primi cittadini saranno sottoposte all’attenzione del Presidente del Consiglio, del Ministro Pichetto Fratin e del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

I primi cittadini firmatari sono:

Luca Salvetti Sindaco di 150.000 cittadini italiani residenti a Livorno; Claudio Marabotti Sindaco di 30.000 cittadini italiani residenti a Rosignano; Lia Burgassi Sindaca di 28.000 cittadini italiani residenti a Cecina; Massimo Fedeli Sindaco di 3.200 cittadini italiani residenti a Bibbona; Sandra Scarpellini Sindaca di 5.000 cittadini italiani residenti a Castagneto Carducci; Paolo Riccucci Sindaco di 7.000 cittadini italiani residenti a San Vincenzo; Alberta Ticciati Sindaca di 12.000 cittadini italiani residenti a Campiglia Marittima; Francesco Ferrari Sindaco di 32.000 cittadini italiani residenti a Piombino; Jessica Pasquini Sindaca di 8.500 cittadini italiani residenti a Suvereto; Matteo Buoncristiani Sindaco di 20.000 cittadini italiani residenti a Follonica Francesca Travison Sindaca di 3.700 cittadini italiani residenti a Scarlino; Elena Nappi Sindaca di 7.000 cittadini italiani residenti a Castiglion della Pescaia

I Comitati Cittadini sono scesi in piazza e hanno raccolto oltre tremila firme per sottoscrivere una lettera da indirizzare al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere l’allontanamento, senza alcun indugio, del rigassificatore dal porto di Piombino a luglio 2026.La Snam ha richiesto e ottenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin l’autorizzazione all’esercizio rilasciata con decreto MASE n.145 del 3 maggio 2023 ma, sia la deliberazione con la quale è stata rilasciata l’intesa con lo Stato sia l’autorizzazione, limitano la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino ad un arco temporale triennale (luglio 2023/luglio 2026 in riferimento al primo carico di GNL rigassificato e immesso in rete, maggio 2026 ,e all’autorizzazione all’esercizio che considera nei tre anni anche il periodo di messa a regime).

In nome dell’urgenza energetica nazionale l’ autorizzazione commissariale è stata rilasciata senza la procedura di V.I.A (valutazione di impatto ambientale) e il T.A.R. Lazio, che si è pronunciato in seguito al ricorso presentato dal Comune e richiama la permanenza triennale, non si è espresso su tanti rilievi avanzati data la prevista durata temporale a Piombino. Ad oggi la nostra preoccupazione è che gli accordi presi vengano disattesi e che si cambino le carte in tavola: a conferma di ciò è di questi giorni la notizia che la Soc. Snam si è attivata per richiedere una proroga.

Sui siti ufficiali del Commissario e del Ministero non risulta che l’istanza sia stata depositata, ma informazioni giornalistiche danno certa la richiesta e la manifestazione di interesse da pare della Soc Snam.

Riteniamo inaccettabile una eventuale proroga per la città di Piombino, per il territorio della Val di Cornia e per gli ambiti territoriali costieri.

Le ragioni inerenti la sicurezza, l’ambiente, le limitazioni allo sviluppo del porto, che hanno portato in piazza migliaia di persone nel 2022 sono tuttora valide e aggravate dalle guerre in corso che potrebbero rendere il rigassificatore un possibile bersaglio di attentati. Quello che stiamo vivendo è un momento delicato che segnerà il futuro di una città e di un territorio ma proprio nella difficoltà è indispensabile unire le forze di diverse appartenenze politiche ed impegnarsi per il bene comune. Auspichiamo che la politica riesca ad essere unita per rivendicare il rispetto di quanto promesso in un disegno e in un intento di condivisione per il bene di una comunità.

Che cosa vorremmo che si facesse?

L’azione dei politici dovrebbe abbracciare più piani istituzionali e renderli interconnessi tra di loro per il raggiungimento dell’obiettivo.

Il Consiglio Comunale di Piombino si è espresso all’unanimità, nei primi giorni di dicembre, per il trasferimento del rigassificatore entro il 2026, riteniamo che sarebbe importante che anche i Consigli Comunali dei Sindaci firmatari dell’appello indetto da Comitati deliberassero la contrarietà alla permanenza del rigassificatore oltre la data del 2026.

Il Commissario Eugenio Giani ha dichiarato pubblicamente la sua contrarietà ad una eventuale proroga, chiediamo al Commissario di attivarsi presso il Ministero per il mantenimento degli impegni presi e per rispettare gli atti emessi.

Il Consiglio Regionale della Toscana si è espresso in questi giorni per l’allontanamento della Nave del Gas nei termini indicati nella concessione. Visti tali presupposti chiediamo che la Regione Toscana si impegni fin da ora ad attivarsi, in caso che la politica non riesca a dialogare, per un contenzioso amministrativo.

Ricordiamo che lo stesso Tar Lazio ha espressamente detto che un eventuale riesame della autorizzazione all’esercizio con valore di rinnovo potrà riguardare altro sito, ma non Piombino.

Rinnoviamo la richiesta al Sindaco di Piombino affinché ponga in essere azioni politiche ,amministrative e giudiziarie per difendere il territorio che amministra: Piombino merita di più, noi cittadini siamo pronti a continuare a lottare per il futuro della città e del territorio ma aspettiamo risposte concrete dalla politica e il mantenimento degli accordi”ORA BASTA”

Il Governo è chiamato a dare risposte, ribadiamo che la collocazione di un impianto a rischio di incidente rilevante in un piccolo porto vicinissimo a elementi vulnerabili sia atipica e che non si possa esporre la popolazione ad inquinanti anche cancerogeni oltre il termine di tre anni.

Dobbiamo tener di conto anche le ingenti quantità di ipoclorito di sodio (86 Kg al giorno) riversate in mare.

Non ci convincono le limitate aree di danno, né le limitate dimensioni delle aree di interdizione. Abbiamo un’ unica via di accesso e uscita dalla città e incidenti in impianti del genere non possono essere esclusi a priori e potrebbero causare danni in un ambiente così popolato.

La procedura come sappiamo è stata d’urgenza, conclusa in appena 120 giorni e con tantissime prescrizioni in quasi tutti i parere della cui ottemperanza abbiamo chiesto notizie pubbliche, ma invano.

Lo stesso Istituto Superiore di Sanità nel parere dato per il rilascio della autorizzazione commissariale riferendosi a patologie e monitoraggi alla popolazione rileva la” mitigazione” della valenza temporale.

Ci auguriamo che oltre alle istituzioni citate anche i Sindaci della costa tirrenica si affianchino alla città di Piombino che rivendica di essere rispettata e di costruire il proprio futuro.

Il Comitato Salute Pubblica