Sull’apertura di un Centro di “accoglienza e supporto per persone a rischio di deprivazione sociale”

CAMPIGLIA MARITTIMA – Grazie all’ennesima trovata della Sindaca Ticciati, nel distretto sanitario sta per aprire un Centro di “accoglienza e supporto per persone a rischio di deprivazione sociale”. Tradotto dal politichese: un posto con bagni e docce pubbliche.

Ora qualcuno ce lo spieghi chiaramente: per chi sarebbe questo posto?

Per i clochard. Per i senzatetto. Per i vagabondi.

Ma Campiglia Marittima ha forse un’emergenza clochard? No. Non ce l’ha oggi, non ce l’ha mai avuta.
Non ce l’ha Piombino, dove un servizio simile è già stato chiuso. Non ce l’hanno i Comuni vicini.
Qui, al massimo, passa ogni tanto qualcuno, fortunatamente di passaggio. Fine.

E allora la domanda è semplice e inquietante: perché aprire un centro del genere proprio qui? Per rispondere a un problema che non esiste?  O per attirarlo quel problema?

Mentre la Ticciati gioca alla sindaca “buonista” con i soldi pubblici, da anni le chiediamo una cosa seria, concreta, vitale: le CASE RIFUGIO per donne e famiglie vittime di violenza.

Donne con bambini piccoli che scappano nel cuore della notte da situazioni di terrore. Famiglie distrutte da codici rossi.

Madri costrette a restare per ore in una caserma, infagottate, senza un posto sicuro dove andare, sperando che da qualche parte si trovi una sistemazione.

Questo centro servirà per loro? Ovviamente NO.

Perché una donna che fugge da un compagno violento dovrebbe rifugiarsi in un posto pubblico, conosciuto da tutti, dove chiunque può entrare? È una follia

Le Case Rifugio vere sono segrete, protette, dignitose, accoglienti. Ma quelle non fanno vetrina politica. Quelle non fanno comunicati stampa.
Quelle servono davvero.

E intanto questo centro inutile e potenzialmente pericoloso aprirà comunque, magari dopo aver “sistemato” la famigerata BIC lì accanto, che altrimenti diventerebbe la sua naturale dependance. Il servizio verrà appaltato a una cooperativa di fuori. Pagata, ovviamente. E anche bene.

Risultato? Un bel polo di attrazione del disagio sociale nel cuore del territorio. Con più insicurezza. Più degrado. Più problemi per i residenti. Zero benefici reali per chi oggi ha davvero bisogno di aiuto. Sindaca Ticciati, smetta di fare politica da salotto. Smetta di inseguire il buonismo da manifesto elettorale.

Pensi alla sicurezza ed alle paure reali dei suoi cittadini. Pensi alle donne. Ai bambini. Alle famiglie spezzate dalla violenza.

Non apriamo un centro per clochard che qui non esistono. Creiamo Case Rifugio per chi oggi rischia la vita.
Il resto è propaganda. E pure pericolosa.

Alessio Albertoni