PIOMBINO – Viene spontaneo domandarsi se, nel proporre la ricostituzione dell’IRI, Valerio Fabiani, consigliere speciale del presidente Giani per il lavoro e le crisi industriali, abbia richiamato alla mente la storia di quell’ente, nato negli anni Trenta per volontà di Mussolini.
Un dettaglio non secondario, soprattutto in un’epoca in cui una parte del Partito Democratico è solita liquidare come “fascista” qualunque visione non perfettamente allineata. Il rischio, a questo punto, è che Fabiani finisca vittima della stessa semplificazione ideologica che il suo mondo politico pratica con tanta disinvoltura.
Ma volendo prescindere dalle dinamiche storico-identitarie, tutte interne al PD, ciò che davvero colpisce è il tempismo della proposta. Perché questa suggestione non è emersa quando il Partito Democratico, oltre a governare la Regione Toscana, sedeva anche stabilmente al Governo nazionale? Perché allora non si ritenne necessario evocare lo Stato imprenditore?
La proposta arriva oggi, guarda caso, nel momento in cui esiste finalmente una sinergia concreta tra Governo ed enti locali, quando sono state poste basi solide e verificabili per il rilancio della siderurgia di Piombino: un accordo di programma già sottoscritto con Metinvest e Danieli, tavoli istituzionali presidiati con continuità dal Ministro Urso e dal Sindaco Ferrari, mentre – va detto con rammarico – la presenza del presidente Giani risulta spesso intermittente.
Noi scegliamo la via dei fatti, non delle suggestioni nostalgiche. Anche perché l’esperienza storica dell’IRI, specie nelle sue fasi finali, non brilla certo per rigore nella gestione delle risorse pubbliche, né per efficienza amministrativa, come dimostrato anche durante la presidenza Prodi.
L’Italia non ha bisogno di evocazioni del passato, ma di responsabilità, continuità e decisioni che guardino al futuro.
Coordinamento comunale di Fratelli d’Italia Piombino

