Biglietto per Maria Pia
Testo di Gordiano Lupi, foto di Domenico Finno.
Una Daiatsu gialla parcheggiata
in via Costa, davanti al supermercato,
perduta la Piombino di quel tempo
dimenticato, forse, da qualcuno.
Lei se n’è andata, senza malinconie,
indipendente e anticonformista,
partita dai Parioli di Magona
salita a Milano, presto ritornata.
La musica, il bel canto, i sogni
di bambina, da Shirley Temple
affascinata, ragazza di bottega
di Aulo Giuliani e del Donati.
Da Toscano, il dolce aperitivo
mai svelato, gli amori, una figlia,
occhi chiari e ricci pettinati, boccoli
e fiori, ricordando il suo Renato.
Non portava parrucca, Maria Pia,
la chioma era tutta roba sua, indossava
due pezzi, pellicce, tacchi altissimi,
montgomery, gonne di gran moda.
Trucco vistoso, sorrisi verso il mare,
in piazza Bovio, sulla decappottabile
gialla fiammante, proprio accanto al bar,
come sempre protetta dai cartoni.
E adesso che un sorriso manca a tutti
in una Piombino ormai così cambiata
la nostalgia è soltanto roba nostra
antico ricordo perduto tra scogliere.

