Piombino, Cardiologia: le notizie si rincorrono, il punto sullo stato attuale

PIOMBINO – I fatti sono questi: il sindaco di Piombino, estensore di una nota firmata congiuntamente agli altri quattro sindaci della Val di Cornia, scrive testualmente: “I sindaci della Val di Cornia esprimono forte preoccupazione per le informazioni, ormai confermate da più fonti, secondo cui l’Azienda USL Toscana Nord Ovest starebbe per riorganizzare Cardiologia dell’Ospedale di Piombino, limitandone l’attività alle sole 12 ore diurne.”

Quanto affermato non lascia adito a interpretazioni, d’altronde le informazioni sono confermate da più fonti.
Apriti cielo e spalancati terra.
Giustamente.
E’  stata poi pubblicata la “smentita” dell’Azienda, una raccolta di parole messe lì allo scopo di mandare in tilt i cervelli delle persone, in cui dicono “No, ma che scherzate? Nessuno vuole ridimensionare la Cardiologia…L’Azienda è impegnata in tavoli tecnici programmati da tempo e condotti insieme ai professionisti delle strutture ospedaliere e territoriali, con l’obiettivo di ottimizzare la rete cardiologica aziendale e, in prospettiva, rafforzare ulteriormente l’integrazione con le altre Asl e aziende ospedaliere […] Si tratta di attività tecniche di organizzazione sanitaria a livello sistemico, che coinvolgono l’intero ambito aziendale e che, allo stato attuale, non prevedono provvedimenti specifici relativi ai singoli presidi”.
Ottimizzare.
Allo stato attuale.

Le cose da capire sono poche:

– chi sono queste fonti, quindi più d’una, che hanno messo in allarme un territorio?
– Perché i sindaci non hanno sentito il bisogno di verificare direttamente con l’Azienda la veridicità o meno delle informazioni, magari mettendo l’argomento all’odg di una seduta della SdS Valli Etrusche, visto che l’Azienda è rappresentata in seno all’Assemblea?
– Perché, invece, hanno sentito il bisogno di aizzare il popolo con quella dichiarazione? Da soli non riuscivano a farsi ascoltare?
– Perché, ora, i sindaci ringraziano l’Azienda per la smentita quando sarebbe stato più semplice fare altro, tipo chiedere il rispetto dei cittadini, della dignità di un territorio e dei suoi abitanti, dei loro diritti, garantiti dalla legge e dalla Costituzione, del rispetto dei rappresentanti istituzionali di quel territorio e degli accordi più volte sventolati sotto il naso, magari durante una riunione della Conferenza dei Sindaci, organismo deputato a questo?
Invece no.
Tutti immobili, nel tempo, a guardare da lontano il lento sgretolamento dell’ospedale di Piombino, grazie a un Decreto Ministeriale che non ha tenuto di conto delle specificità di un territorio, della sua conformazione ma ha tracciato una linea… tutti di sopra o tutti di sotto, non c’è stato scampo, e anche grazie a una riforma sanitaria regionale che aveva un solo obiettivo dichiarato: ottimizzare le risorse, ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza, riducendo a 3 macro-Aziende USL le 12 ex Aziende Sanitarie Locali e ridisegnando la rete ospedaliera e territoriale.
Vedete che ritorna quella parola… ottimizzare?
Sì, perché uno dei punti chiave dell’ottimizzazione è la razionalizzazione, cioè l’eliminazione di “sprechi e inefficienze”, la minimizzazione di un costo, come il tempo, le risorse o le perdite.
A questo si è aggiunta la scellerata decisione, presa da tutti i sindaci, sia quelli odierni che quelli passati, di unire la Val di Cornia con la Bassa Val di Cecina. “Ospedale Unico” l’hanno chiamato… come se due ospedali a 45 chilometri di distanza l’uno dall’altro potessero rappresentare una cosa sola…c’è per forza uno che soffre più dell’altro, ed è Piombino
Comunque…pare che “allo stato attuale” la situazione sia questa… vedremo “allo stato futuro”.
RIFONDAZIONE COMUNISTA PIOMBINO