“Biglietti per Piombino”: via Flemalle

Via Flemalle

Testo di Gordiano Lupi

Via Flemalle è sempre là e io che vivevo in via del Chiassatello me la ricordo com’è stata un tempo, ormai ci passo poco, rammento un passaggio a livello che conduceva al porto e i capannoni attivi, dove lavorava gente, scorreva vita.

Via Flemalle ricorda un gemellaggio con una città del Belgio, posto di minatori dove emigrarono tanti piombinesi, tempi lontani, anni Cinquanta, crisi della Magona, fame e lavoro, scioperi repressi, occupazione. Tu pensa, a me che son privilegiato, nato negli anni Sessanta in pieno boom, viene in mente solo un torneo di calcio, partimmo in tanti per giocare una partita.

Adesso via Flemalle è in abbandono, degrado e tristezza, non ci sta nessuno, i capannoni son serrati e mesti; là dove c’era il Tesi solo il niente, povera via Flemalle del mio ricordo, di quando ci comprai un navigatore, un giradischi, una radio con registratore incorporato. Accanto al Tesi, un’officina Ford, dove andavo a riparare un’auto usata che ogni tanto mi cadeva a pezzi, brulicava lavoro e movimento, meccanici con cacciavite in mano a far miracoli, come nella canzone.

Adesso niente, non resiste neppure il capannone che vendeva usato garantito, resta il fantasma immerso nella nebbia. Prova a capitare in via Flemalle, un giorno che piove e il cielo è grigio, ti par d’esser finito in Blade Runner. Poter dire a chi ti passa accanto, se mai da queste parti ci fosse ancora un ragazzino, d’aver visto cose che voi umani neppure immaginate. Aver visto via Flemalle quand’era viva.

(Foto di Giovanni Del Pia)