“Ticciati sei bravissima… a prendere i meriti degli altri!”

CAMPIGLIA MARITTIMA – “Ticciati SEI bravissima… a prendere i meriti degli altri!”

Quando Ticciati e giunta scoprono la magia delle “decisioni spontanee” dopo mesi di pressioni, proteste e interpellanze e seguendo il nemico Ferrari mentre coccolano La Svolta.

A Campiglia Marittima succede una cosa curiosa, quasi scientifica: più protestano i cittadini e noi presentiamo interpellanze, originali, non copiate, più la giunta si convince che ogni decisione sia farina del proprio sacco.

È accaduto di nuovo con la vicenda della SEI Card che fino all’altro ieri veniva difesa come la soluzione di tutti i problemi creati dai cittadini.

Poi, improvvisamente: “la SEI Card non si farà!”. Decisione autonoma, dicono. Illuminazione improvvisa. Folgorazione amministrativa sulla via per Piombino.

Peccato che la realtà, quella vera, sia un filo diversa.

Il merito? Ma certo: è tutto loro… fino a prova contraria

Da mesi cittadini segnalano disservizi, criticità, accumuli, postazioni insufficienti. Alcuni quartieri, come via Rossellini, sono finiti perfino sui giornali.

Nel frattempo l’opposizione, cioè noi, ha presentato:
•       una prima interpellanza (aprile 2025) per sollecitare soluzioni
immediate ai disservizi e chiedere conto delle risposte di SEI Toscana;
•       una seconda interpellanza (ottobre 2025) con otto domande precise e documentate: stato del progetto, costi, simulazioni economiche, ricadute sulle famiglie, RUP, obiettivi minimi, fototrappole, gestione turistica, misure sociali, postazioni insufficienti.

Insomma, abbiamo chiesto tutto quello che loro evitavano accuratamente di dire e che forse si sono resi conto poteva scongiurare altri danni derivati dalla chiusura.

Infine Ferrari a Piombino decide, con buon senso, di rimandare la chiusura dei cassonetti e guarda un po’: dopo mesi di silenzi, rinvii e strafottenza, spunta la delibera in cui la giunta proclama trionfalmente che “non attiverà la SEI Card grazie ai risultati straordinari dei cittadini”. Certo. Come no. È andata proprio così. Ci riservano sempre il solito trattamento.

Di rincorsa La Svolta propone di non chiudere i cassonetti e il PD li abbraccia commossi per avergli dato questa grande idea e sottolineando quanto sia bello lavorare con gente così propositiva! Stucchevole… soprattutto perché nella mozione si sono appartati a parlare fra di loro nemmeno chiedendoci di partecipare ad un eventuale modifica, un pò come quando alla presentazione del Comitato Alluvionati per la prima volta Tortolini non ha preso la parola per uno dei suoi discorsi politici ma ha preferito “blindare” Sindaco (Ticciati) e Vicesindaco (Bernardini) per parlare in disparte di quella che sicuramente è poi diventata la “sua” Commissione per le alluvioni.

La verità è semplice: hanno mollato perché erano in difficoltà.

La SEI Card non si farà perché il sistema non è pronto, perché non regge ai problemi reali, e perché la cittadinanza, lasciata sola a gestire un servizio riorganizzato male, ha fatto sentire la propria voce.

Le proteste di via Rossellini sono stato un esempio lampante, gestito dai due enti in modo vergognoso, mandando di soppiatto a pulire il giorno della riunione.

E sì, perché quando i cittadini protestano a voce alta e l’opposizione incalza nero su bianco, improvvisamente le “scelte politiche” diventano “scelte tecniche”, le idee calate dall’alto diventano “riflessioni in corso”, e le retromarce si trasformano in “grandi successi”.

Il classico: non sbagliano mai, semplicemente “aggiornano la strategia”. Con una faccia tosta da manuale.

Il problema non è cambiare idea. È far finta che nessuno se ne accorga

Un’amministrazione seria può anche correggere il tiro: è normale, è sano, è utile.

Quello che stona, che irrita, che fa perdere fiducia, è la commedia del “tutto sotto controllo”, come se le proteste dei cittadini e le nostre interpellanze non esistessero. La solita facciata di “perfettini” e “buonisti” che però prendono in giro quelli che non sanno o si fidano di loro.

Perché alla fine non c’è niente di più trasparente dei fatti:
•       Abbiamo chiesto chiarimenti? Sì.
•       Abbiamo richiesto monitoraggi, dati, simulazioni? Sì.
•       Abbiamo chiesto più postazioni, fototrappole, ritiri adeguati? Sì.
•       I cittadini hanno protestato? Sì, eccome.
•       E loro cosa hanno fatto?

Hanno aspettato, preso tempo, poi si sono intestati la retromarcia.

La giunta può raccontarla come vuole, ma Campiglia Marittima non vive di slogan.

La gente ora vede, capisce, ed è stufa di una politica che corregge gli errori solo quando non può più farne a meno, e poi si mette pure la medaglia al petto.

Noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto fin dall’inizio: pretendere trasparenza, chiedere dati, ascoltare i cittadini, ed evitare che gli amministratori giochino a nascondino con la verità prendendo in giro le persone e raccontando la loro “verità”.

Chiudo dicendo alcune cose che sicuramente non vedrete sui giornali, perché ci ignorano, ma che sono sicuro “rimarrà” a futura memoria:

La NON-chiusura sarà l’alibi per la SEI di qualsiasi disservizio: loro avevano programmato con i loro tecnici, se non si chiude è colpa dei cittadini!

Tutte le chiacchiere fatte dall’Amministrazione non c’entrano NULLA con quanto è successo: il problema lo abbiamo sottolineato semplicemente: Pochi ritiri o pochi cassonetti… e l’immondizia finiva fuori dai cassonetti strapieni!

E se poi vorranno prendersi i meriti anche di questo, pazienza: a forza di inseguirci, prima o poi dovranno ammettere che eravamo avanti noi.

Alessio Albertoni – Cambiamo Futuro