PIOMBINO – Quando ascoltavamo nei notiziari la notizia di un lavoratore morto sul posto di lavoro, ci sembrava sempre qualcosa di lontano.
E invece è successo anche qui, a Piombino.
Un incidente grave, un lavoratore che perde la vita nel silenzio più assoluto: il silenzio dei lavoratori, il silenzio delle istituzioni, il silenzio degli organi competenti.
La crisi che attraversa questo territorio – non solo economica e industriale, ma anche sociale e umana – è ormai così profonda da rendere “normale” persino questo: che la morte di un lavoratore non susciti più nemmeno indignazione, che si resti muti di fronte alla tragedia e alla perdita di un proprio collega.
Il primo pensiero va alla famiglia del lavoratore, alle persone che gli erano care. Non lasciamole sole.
Sappiamo che nessun cordoglio, sincero o di facciata, potrà mai rendere sopportabile una perdita così, simile a troppe altre. Sono più di 1000 i lavoratori che ogni anno muoiono sul lavoro, e la società sembra essersi abituata a questo numero inaccettabile.
Ma non possiamo rinunciare alla giustizia, né smettere di lottare perché la sicurezza sul lavoro diventi una vera priorità, su cui nessuna azienda possa risparmiare. Lo Stato deve garantire sanzioni certe, controlli continui e ispezioni a sorpresa, per impedire che il profitto venga prima della vita.
USB e Rete Iside, da oltre un anno, hanno raccolto decine di migliaia di firme per l’introduzione del reato di Omicidio e Lesioni gravi e gravissime sul lavoro. La legge è stata depositata in Senato, ma è rimasta ferma: mai discussa, neppure in Commissione.
Eppure ci viene ripetuto che “la sicurezza è la priorità”? Evidentemente non lo è per chi governa, né per chi tutela gli interessi dei padroni, che continuano a risparmiare su manutenzioni e controlli a costo di vite umane.
Inaccettabile è il silenzio. Inaccettabile è l’omertà. Inaccettabile è lo sfruttamento. Inaccettabile è morire di lavoro.
Rendiamo concreta la nostra indignazione: organizziamoci in ogni luogo di lavoro, non chiniamo la testa e chiamiamo alle proprie responsabilità chi governa oggi e chi ha governato ieri.
Usb Piombino aderisce adun ora di sciopero a fine turno
USB Piombino – Lavoro Privato

