DALLO SCIOPERO AL BLOCCO DEL PORTO
Martedì 21/10 alle 17:00 al Centro Giovani di Piombino
Incontro pubblico e discussione con militanti di USB e del Gruppo Autonomo Portuali di Livorno
Continuiamo a organizzarci e a lottare per la Palestina e contro i traffici di armi!
Lo straordinario successo anche a Piombino degli scioperi generali per la Palestina e la Global Sumud Flotilla di lunedì 22 settembre e di venerdì 3 ottobre, con ben 3 grandi manifestazioni che hanno riempito le strade e le piazze di migliaia di cittadini, studenti e lavoratori delle scuole, pone l’interrogativo di come non disperdere la ricchezza di energie e di partecipazione che queste mobilitazioni hanno espresso, immaginando nuove forme e prospettive di azione. Ce lo ricordiamo, tutto è cominciato a Genova, in una sera di fine agosto, quando i portuali del CALP hanno promesso di bloccare tutto e di fermare l’Italia se la Flotilla fosse stata attaccata. Così è stato. E la cosa ha fatto molta paura al governo.
Da quella sera infatti, l’esempio dei portuali genovesi è stato fatto proprio anche dai loro colleghi di Livorno, che sono stati capaci di bloccare navi USA o israeliane e i loro carichi di armi. Scioperi prolungati, un presidio permanente ai varchi portuali, un’assemblea pubblica o una manifestazione tutti i giorni per più di due settimane, con la partecipazione complessiva di decine di migliaia di persone che si sono riunite e strette attorno all’idea che inceppare la logistica della guerra e del genocidio si può e si deve fare.
Riteniamo prezioso far conoscere e anche a Piombino la specificità e la forza espressa dai lavoratori del porto di Livorno e dalla cittadinanza solidale in oltre un mese di lotta, convinti che anche il porto di Piombino debba cominciare a essere interdetto alla movimentazione di esplosivi e di mezzi militari. I ripetuti presidi da parte del gruppo delle Donne in nero fin dal mese di agosto, e da ultimo l’ingresso in porto di un corteo di oltre 1000 persone lo scorso 3 ottobre, in concomitanza con le attività di carico della nave Severine, rappresentano un chiaro invito che la cittadinanza di Piombino sta rivolgendo a tutte le realtà che operano in ambito portuale: nessuno presti più le proprie braccia al traffico di armi!
Di fronte all’intensificarsi del genocidio a Gaza e dei venti di guerra che rischiano di travolgere l’Europa, anche un paese sonnolento e restio al conflitto sociale e alle manifestazioni di massa come l’Italia ha potentemente riscoperto la pratica del blocco e dell’occupazione di autostrade, porti e stazioni. Del ritorno della classe lavoratrice sulla scena della politica, come pure di un nuovo e promettente protagonismo giovanile, vogliamo discutere a partire dalle ultime mobilitazioni svoltesi a Livorno e a Piombino, per capire quali insegnamenti trarne e come rilanciare in avanti la mobilitazione contro il genocidio e l’escalation bellica nel prossimo futuro.
USB Piombino


