Si chiede che l’Accordo di Programma con Metinvest sia reso pubblico integralmente

COMUNICATO STAMPA

Dopo mille rinvii, la fretta e la passività hanno dominato le ultime vicende delle acciaierie.

I Sindacati hanno incredibilmente revocato lo sciopero del 12 luglio, grazie al quale sarebbero andati a trattare con più forza con il Governo, sia per la vicenda Acciaierie, sia per la stessa Magona.

Infine hanno gestito in modo fallimentare la costruzione dell’Accordo Quadro per le acciaierie: con colpevole fretta, nemica della democrazia vera, senza effettuare il promesso referendum sull’Accordo Quadro e facendo votare nella massima confusione non più di 200 su 1300 lavoratori aventi diritto, nell’assemblea del 9 Luglio.

E così, con tutti i rischi del caso, sono stati rinviati alla successiva contrattazione aziendale punti rilevanti, come ad esempio il ricorso a uscite incentivate e prepensionamenti per quanti, prevedibilmente numerosi, non troveranno collocazione in Metinvest, la cassa integrazione ottenuta è solo fino al 2026: come sta scritto nell’Accordo Quadro, è certa la convocazione di tutti gli esuberi Jindal da parte di Metinvest, non lo è affatto la loro assunzione.

Permane il buco nero dell’Accordo di Programma di Jsw, multinazionale che paradossalmente è stata premiata dal Governo con un ulteriore sgravio fiscale, invece di essere cacciata per far posto alla gestione pubblica dello stabilimento e dell’unico, disastrato treno di laminazione che produce rotaie in Italia.

La fretta propagandistica del governo Meloni ha condotto a firmare l’Accordo di Programma e l’accordo Quadro con Metinvest in contemporanea con la conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina: lo stesso governo che si guarda bene dal presentare il Piano nazionale della siderurgia, forse in attesa che glielo scrivano le multinazionali… Parlando di tali Accordi, il Sindaco di Piombino, appartenente allo stesso partito di Meloni, nell’intervista del 13 luglio rivendica così tanti meriti, da far ritenere che la campagna per le imminenti elezioni regionali sia anche a lui ben presente. E convoca per il 4 agosto alle 18.30 un’assemblea pubblica, la quale ha tutta l’aria di un’altra frettolosa passerella propagandistica. Così facendo, si riconsegna città e lavoratori in mano alle multinazionali.

Al contrario, il Camping CIG chiede che l’Accordo di Programma con Metinvest sia reso pubblico integralmente, allegati compresi, dal Sindaco che lo ha sottoscritto e se ne vanta, e sia portato con i tempi necessari a una discussione approfondita mediante un consiglio comunale aperto in uno spazio adeguato che consenta a tutti di prendere la parola; il Camping CIG invita i Consiglieri comunali a far propria in sede istituzionale questa richiesta.

I lavoratori della Magona restano in crescente allarme: ad essi va la solidarietà fraterna del Camping CIG. Chiediamo anche per loro che lo Stato se ne faccia immediatamente carico per riprendere a produrre per i numerosi clienti; la Magona rischia il fallimento non per mancanza di commesse ma per problemi finanziari.
Infine, ribadiamo: Piombino deve tornare a colare acciaio, ma non certo per produrre armi.

Coordinamento Art.1-Camping CIG