Piano Operativo: tante parole, nessuna visione

Quanto dichiarato dalla Giunta Ticciati sul nuovo Piano Operativo è, per
essere gentili, un insieme di imprecisioni. Ma il vero problema è un altro:
dietro a questo strumento urbanistico non c’è alcuna “visione”. Solo
richiami formali a leggi e regolamenti, approvazioni o dinieghi senza una
logica riconoscibile. Nessuna strategia, nessuna coerenza.

Quando provano a spiegare, le contraddizioni aumentano. Ci parlano di case
in affitto “a prezzi giusti per i lavoratori”. Ma di quali lavoratori
parliamo? A Venturina si sta forse incentivando la piccola e media impresa?
In che modo? Con una TARI alle stelle? Con servizi carenti? Con un turismo
abbandonato a sé stesso ed un decoro urbano ormai dimenticato? Si vuole
forse tornare a un’epoca industriale che non esiste più, aspettando il
ritorno della Lucchini?

La realtà è un’altra: si vuole trasformare Venturina in una
città-dormitorio, piena di supermercati ma povera di idee, comoda da
governare e senza tante pretese.

E il presunto ambientalismo? Il famoso “consumo di suolo zero”? Smentito dai
fatti: dopo l’intervento a “Il Castagno” che ha svuotato una collina a
Campiglia Marittima, ora se ne vuole cementificare un’altra a Venturina
Terme. Nessuno è contrario allo sviluppo in assoluto, ma almeno sia chiaro:
questa Amministrazione predica bene e razzola male. La coerenza è la prima
vittima di questo Piano Operativo.

Tengo infine a correggere quanto riportato da Il Tirreno: non ho “votato
contro le sole osservazioni riferite all’Ecoresort in ampliamento al
Calidario e all’insediamento in Via Pavese”. Mi sono astenuto, perché questo
Piano Operativo è frutto di una scelta politica priva di contenuti reali.
Non posso sostenerlo perché lo trovo incomprensibile. Come si può approvare
con tanta leggerezza una maxi-lottizzazione ai margini del paese?

Forse, per questa Giunta, è la realizzazione di un disegno che parte da
lontano: l’inutile variante di Via delle Terme, il costosissimo e
abbandonato “Parco della Musica”… tutto torna. Ma è questa la loro coerenza
ed idea di futuro?

Infine, un consiglio alla Sindaca Ticciati ed alla sua maggioranza: evitate
di buttarla sul personale, insinuando che qualcuno ce l’abbia con Il
Calidario per “difenderlo”. È una delle poche strutture turistiche che
investe davvero sul territorio. Ma, già che ci siamo, meglio chiarire tutto:
il Calidario è anche tra i pochi sponsor della Festa dell’Unità. Ogni tanto,
le coincidenze pesano.