“Ancora allarmante silenzio sul fantasma Jsw”

COMUNICATO STAMPA
Mentre la Magona traballa e imbocca un anno di cig, il 25 giugno al Ministero ancora allarmante silenzio sul fantasma Jsw, che dev’essere cacciato; non si nomina neppure l’indispensabile ingresso dello Stato in posizione di comando; non si parla di consultare democraticamente lavoratori e cittadini.

E Metinvest protagonista sfoggia la propria piattaforma “sindacale”: smentendo le notizie di stampa che parlavano di 1100 dipendenti diretti più 1500 nell’indotto della (futuribile?) acciaieria elettrica, si scende a 800 più 300. Facendo eco alla multinazionale di turno, il ministro Urso non esita a proporre un fantasioso accordo quadro preliminare… non vincolante (sic!), ma di sicuro utile magari per una sua conferenza stampa propagandistica, specialmente in assenza del Piano nazionale della siderurgia, atteso da oltre un anno e mai presentato dal Governo.

E i sindacati? A quanto pare, ancora e sempre con il cappello in mano a subire l’iniziativa di padroni e governo: dopo avere revocato senza vergogna la mobilitazione del 12 giugno, al Ministero si sono incredibilmente presentati senza una propria piattaforma, la quale doveva essere invece democraticamente preparata in precedenza nell’assemblea dei lavoratori e sostenuta con la mobilitazione. L’aria che tira ricorda quanto successe con Rebrab, costato il 30% di salario in meno, riconfermato poi mediante un verbale d’incontro alla chetichella con Jindal.

Il 3 luglio prossimo, non si dovrà sottoscrivere nessun accordo sindacale: prima bisogna discuterne democraticamente con i lavoratori allo scopo di salvare tutti i lavoratori, se necessario pure mediante prepensionamenti e uscite incentivate; rivendicare i diritti dovuti a chi li ha maturati in decenni di lavoro. E bisogna respingere seccamente la manovra propagandistica di Governo e Metinvest, volta a firmare al buio, in fretta e furia, l’Accordo di programma il 10 luglio, in coincidenza con la prevista Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina ( Roma, 10-11 luglio 2025).

Al contrario, bisogna andare all’attacco prima dell’Accordo di programma con fermezza e coraggio, lavoratori finalmente numerosi in prima fila; sindacati; società civile, uniti per conquistare impegni da verificare democraticamente con lavoratori e cittadinanza: impegni precisi che prevedano penali finanziarie esigibili, su numeri precisi di dipendenti; diritti acquisiti; sicurezza dei lavoratori; tutela ambientale.

Coordinamento Art.1-Camping CIG