Al via la rassegna “Voci e colori a Casa Esagono”

Al via la seconda edizione della rassegna estiva “Voci e colori a Casa Esagono – Baratti” organizzata dall’Associazione BACo Baratti Architettura e Arte Contemporanea | Archivio Vittorio Giorgini, con il primo appuntamento in calendario giovedì 24 luglio ore 18:30 a Casa Esagono, un incontro su Sergio Leone e il grande cinema italiano.

Casa Esagono, architettura del Novecento di pregio dal Ministero della Cultura, ospiterà Roberto Donati, docente di materie letterarie, scrittore e sceneggiatore, autore di “C’’ era una volta il West di Sergio Leone ”presentato nell’ occasione da Fabio Canessa, critico letterario e cinematografico.

L’ universo cinematografico di Sergio Leone è ricamato di America e di nostalgia: l’ una si compenetra nell’ altra, e insieme si completano a vicenda. Quando il grande paese sognato dai pionieri si piega alla legge del dollaro, i cowboy e i gangster cominciano ad avere qualcosa a che fare con la morte e non sono più John Ford e Howard Hawks a cantarlo.

Con i suoi tempi narrativi dilatati, i suoi (anti)eroi da tragedia greca e il suo senso di stanchezza e di morte, C’ era una volta il West è al tempo stesso un film sull’inizio e sulla fine del West, il culmine e insieme il canto del cigno di un genere – il western all’italiana – che, nonostante l’impressionante quantità di titoli, raramente era emerso dalla serie B del linguaggio e delle intenzioni. E, come molti western americani del crepuscolo, è anche un film sugli uomini veri: «una razza vecchia» che i nuovi affaristi «faranno sparire», come poi del resto è avvenuto nella realtà. C’ era una volta il West, c’ era una volta l’America; e c’era una volta Sergio Leone a raccontarlo e a raccontarla. Il Far West nato a Roma recupera gli spolverini e tinge te malinconie del tempo e della Storia di sugo all’ amatriciana: mai così lontano, mai così vicino. Roberto Donati è nato ad Arezzo nel 1980: oltre a quella che sarà presentata a Baratti, tra le sue ultime pubblicazioni sono il fumetto horror L’ abisso è ovunque (Weird Book, 2019), la silloge poetica Postmoderni (Transeuropa, 2020), il saggio L’intelligenza delle cose. Il cinema di Mario Martone (ETS, 2021), la sceneggiatura di vari corti fra cui Cicciolina Pocket (KeepDiggingProd., 2021).È stato ideatore e curatore (2009-2012) della collana di cinema Bietti Heterotopia; organizza e cura rassegne, retrospettive ed eventi legati alla letteratura e al cinema per conto di università, centri e istituti di cultura in Italia, in Europa e nel mondo.

È esperto di discipline dell’ audiovisivo, teoriche e pratiche, ed è formatore indipendente e, certificato, per conto di Lanterne Magiche (Mediateca Toscana) e del Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo.

L’ appuntamento è a ingresso gratuito e sarà accompagnato da un aperitivo. Dopo la presentazione, firma copie con l’ autore.

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Dopo il restauro conservativo, il consolidamento e la riqualificazione funzionale – realizzati grazie al bando di Regione Toscana dedicato al restauro degli edifici di pregio, presentato, vinto e co-finanziato dal Comune di Piombino e realizzato in collaborazione con BACo Baratti e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa – Casa Esagono, già bene culturale inserito nel censimento delle Architetture del Novecento di pregio dal Ministero della Cultura, torna a essere un luogo di cultura, condivisione, partecipazione e creatività contemporanea.

Il sodalizio tra l’ architetto Vittorio Giorgini (Firenze 1926-2010) e Baratti risale alla metà degli anni Cinquanta: in un ambiente quasi intatto dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, l’ architetto fiorentino realizzò due opere caratterizzate dall’ elevata sperimentazione: Casa Esagono (1957) e Casa Saldarini (1963), detta “la Balena”

.A Casa Esagono – residenza estiva di Giorgini – sono stati ospiti nel corso del tempo intellettuali e amici artisti come Isamu Noguchi, Robert Sebastian Matta e il figlio Gordon Matta-Clark, oltre a Emilio Villa, Aurelio Ceccarelli, Corrado Cagli, André Bloc e molti altri.

Collocate a brevissima distanza l’ una dall’ altra, unitamente ad altre sculture a cielo aperto realizzate da Giorgini stesso e all’ opera

“Matita

” di Anthony

“Tony

” Palladino (1930- 2014) le opere architettoniche e artistiche di Giorgini rappresentano un unicum del contemporaneo, futuro parco di arte ambientale, espressione delle attente e originali ricerche che avevano come modello la natura