Livorno: trentenne arrestato per maltrattamento in famiglia e lesioni personali

La Polizia di Stato di Livorno, fa irruzione sfondando la porta in un appartamento mentre una donna viene ripetutamente colpita.

Alle ore 06.20 circa di ieri 25 maggio personale della Sezione Volanti si recava in un’abitazione del centro su richiesta di un cittadino perché sentiva delle grida provenire da un appartamento attiguo.

Anche gli operatori giunti sul pianerottolo dell’appartamento indicato udivano dei lamenti e grida femminili, quindi, dopo aver tentato invano di farsi aprire e non aver ricevuto nessuna risposta, facevano irruzione sfondando la porta d’ingresso.

Entrati all’interno dell’abitazione correvano nella stanza da dove sentivano provenire dei lamenti e trovavano una donna accucciata a terra, quasi completamente nascosta sotto il letto in posizione chiaramente difensiva ed al suo fianco un uomo con precedenti di Polizia per reati contro la persona, mentre la stava ancora colpendo. Inoltre nella stanza era presente un altro uomo che   si limitava a blandi tentativi di fermare l’aggressore tenendolo per un braccio.

Gli operatori intervenivano immediatamente mettendo in salvo la donna e al contempo immobilizzavano l’uomo al fine di impedirgli di continuare con la sua condotta violenta.

La donna che presentava evidenti segni di tumefazione al volto veniva trasportata dal personale sanitario giunto sul posto presso il locale Pronto Soccorso dove era sottoposta ad accertamenti clinici che diagnosticavano una prognosi di giorni 21.

Secondo quanto ricostruito l’aggressore l’aveva colpita ripetutamente con calci al volto e l’aveva rinchiusa in uno spazio angusto tra il muro e il letto, impedendole ogni possibile via di fuga. Durante la brutale aggressione l’uomo le aveva anche sottratto il telefono impedendole di chiedere aiuto.

I due uomini condotti negli uffici della Questura venivano sottoposti a perquisizione personale nella quale veniva rinvenuto all’amico dell’assalitore un involucro in cellophane contenente sostanza in polvere di colore bianco risultata essere da successive analisi di laboratorio esperite presso il locale Gabinetto di Polizia Scientifica di natura stupefacente del tipo “cocaina” avente peso complessivo lordo di g. 00,95.

Per quanto accaduto, l’aggressore veniva arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ed il connazionale sanzionato per detenzione di sostanza stupefacente.

Va precisato che il procedimento penale non è ancora definito e, pertanto, le contestazioni dovranno essere ulteriormente verificate nell’eventuale giudizio. Solo una sentenza definitiva di condanna potrà far ritenere colpevole l’indagato.