A pochi giorni da un importante referendum sulla cittadinanza, che punta a riconoscere diritti e dignità a chi vive, studia e lavora, a Piombino, Gioventù Nazionale – movimento giovanile della destra – lancia in città una raccolta firme dal titolo inquietante: “Sbarazziamoci della cultura maranza”.
Non è solo uno slogan infelice. È una campagna che trasuda razzismo e classismo, che criminalizza un’intera fascia giovanile attraverso generalizzazioni violente, senza proporre alcuna soluzione concreta. La microcriminalità si combatte con strumenti seri, investendo sull’educazione, sulla prevenzione, sul rispetto delle regole. Non con raccolte firme che servono solo a creare nemici.
Piuttosto che alimentare la paura e il pregiudizio, servono spazi sicuri per i giovani, occasioni di partecipazione, progetti di comunità, centri aggregativi e percorsi formativi. Servono politiche che parlino di futuro, non che rispolverino il linguaggio delle discriminazioni.
Chiediamo con forza che si investa nell’educazione affettiva nelle scuole, nel sostegno psicologico e sociale, nella promozione di una cultura del rispetto. È questo il modo per costruire sicurezza vera: rendere i nostri giovani protagonisti, non bersagli.
Sbarazziamoci davvero di ciò che fa male alla nostra comunità: l’odio, la superficialità, la propaganda

