Livorno: rintracciato e arrestato un giovane condannato per spaccio

È costante e capillare l’azione dei Carabinieri svolta su input del Comando Provinciale di Livorno,
in linea con le direttive condivise in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la
Prefettura di Livorno, anche a carico di soggetti che hanno commesso reati in altre parti d’Italia e,
trovandosi sul nostro territorio, debbano essere raggiunti e ristretti in virtù di provvedimenti
esecutivi dell’AG. Tali dinamiche spesso sono rivolte a figure talvolta recidive nella commissione
di reati ed inoltre itineranti nelle loro condotte in diverse parti del Paese.

La loro cattura oltre a concludere l’iter giudiziario a carico dell’autore di reati spesso predatori soddisfa anche per sé stressa anche una finalità preventiva a tutela della comunità in cui l’indagato si trova ed ove potrebbe commettere nuove fattispecie predatorie.

Proprio in tale ottica si inserisce la recente attività dei Carabinieri della Stazione di Livorno Centro che hanno rintracciato e tratto in arresto un 26enne africano, senza fissa dimora sul territorio, che doveva espiare una pena detentiva di 1 anno comminatagli dall’Ufficio Esecuzioni Penali di Milano per il reato di spaccio.

I militari di Livorno hanno deciso di controllare il giovane, notato in piazza della Repubblica
durante un servizio esterno, poiché alla loro vista ha adottato un atteggiamento evitante, come a
voler eludere il controllo. I sospetti degli operanti si sono rivelati fondati dato che il ragazzo, da un
controllo in banca dati, è risultato attinto da un provvedimento di carcerazione.

Non solo, ma all’atto della perquisizione cui è stato sottoposto per l’occasione è stato trovato in possesso ancora una volta di stupefacente, 30 grammi di hashish, che, secondo la ricostruzione degli operanti, sarebbe stato destinato allo smercio.

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la locale casa circondariale e
contestualmente anche denunciato penalmente per spaccio di stupefacenti all’AG di Livorno.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.