Riflessioni sul caso Norma Cossetto

Memoria e rispetto della storia non possono mai trasformarsi in strumentalità politica, cosa che invece caratterizza la destra italiana sulla vicenda drammatica delle foibe e gli attacchi scomposti e offensivi a Sara Brogioni di questi giorni ne sono l’ennesima riprova.

A maggior ragione in un Comune, quello di Campiglia Marittima, dove il Giorno del Ricordo viene celebrato ogni anno e fin dal 2008, non dalla mozione del gruppo La Svolta, esiste un luogo dedicato alle vittime delle foibe. 

Nessuna rimozione, quindi, e nessuna volontà di cancellare o negare la memoria storica delle foibe. Nessun tentativo di celare la violenza assassina ingiustificabile dei titini.

Al contrario la destra, con cadenza annuale, usa quella scadenza triste e le sue vittime innocenti non per contribuire a una faticosa conciliazione condivisa su quel tempo ma per una inutile battaglia tra giusti e ingiusti, tra buoni e cattivi, manipolando spesso la storia per accomunare vergognosamente, come mi è capitato di leggere, quegli assassini alla storia della sinistra italiana. 

E dimenticando sempre di raccontare come in quei luoghi, già martoriati da un ventennio di dominio fascista, la X MAS di Borghese, le truppe tedesche e i volontari della Rsi condussero per anni operazioni di repressione spesso e volentieri contro la popolazione civile. E proprio contro le donne in una guerra ideologica combattuta da uomini, certamente anche contro le donne. Ha ragione la capogruppo Brogioni.

Questo non toglie nulla alla tragicità delle foibe che hanno visto la violenza, gli stupri, la morte di tantissime persone, slave e italiane, spesso vittime incolpevoli come lo è stata Norma Cossetto, forse anche perchè donna, come tante altre donne istriane ma anche slovene, croate, serbe, montenegrine che hanno subito la stessa sorte e che non vengono mai ricordate da nessuno in nessuna mozione.

Chiedere le dimissioni della capogruppo Brogioni è, ancora una volta, usare quella storia per trasformarla in lotta politica e per questo ancora di più inaccettabile.

Sono sicuro che Sara e l’amministrazione comunale di Campiglia tutta sapranno portare avanti in modo condiviso, come fatto in questi anni, iniziative in ricordo di quelle vittime nei modi e nelle forme che riterranno più giuste.

Al consigliere Landi che addirittura chiede la condanna del consiglio regionale, ricordo che ci sono mille e uno problemi che affliggono la nostra isola. Si occupi e occupiamoci di quello e lasciamo la storia agli storici.