Nuova acciaieria a Piombino: “Bene il progetto di reindustrializzazione con tecnologie ecosostenibili

Nuova acciaieria a Piombino: “Bene il progetto di reindustrializzazione con tecnologie ecosostenibili; da monitorare l’impatto ambientale, il flusso dei materiali da riciclare,

il riutilizzo degli inerti e il corretto smaltimento finale dei rifiuti”

Legambiente ricorda che la priorità e il prerequisito è la bonifica del SINdi Piombino,

a oggi ferma al 49% sulla matrice suolo e solo al 4% per la falda idrica

Firenze, 20 febbraio 2025 – Questa settimana, come si apprende dalla stampa, è stato firmato l’accordo che disciplina la partnership delle due realtà siderurgiche in Metinvest Adria Spa, cui sarà affidata la costruzione e gestione della nuova acciaieria di Piombino, che si propone come assai innovativa. Il progetto prevede infatti di creare un’acciaieria con una capacità produttiva annuale di 2,7 milioni di tonnellate e di operare con metodologie di produzione ecosostenibili, ma a oggi sono ancora pochissime le informazioni disponibili nel merito. È noto soltanto che nell’impianto si prevede di usare la tecnologia del forno ad arco elettrico con in ingresso rottami, ghisa e ferro ridotto direttamente, che saranno reperiti dalle attività ucraine di Metinvest.

Nel marzo 2024, Legambiente e altre associazioni ecologiste avevano già delineato 8 condizioni irrinunciabili per “definire” la nuova acciaieria davvero sostenibile. Devono essere adottate le migliori tecnologie disponibili per la decarbonizzazione del settore siderurgico; non deve essere consentito alcun consumo di suolo vergine o di suolo non compreso nelle aree industriali esistenti; si deve assicurare una corretta trasparenza ambientale e sostenibilità dell’impianto sul materiale in entrata e in uscitadal sito; occorre completare la bonifica del SIN di Piombino; privilegiare le energie rinnovabili per i processi produttivi; stimare le emissioni climalteranti e inquinanti e gestire in modo sostenibile le risorse idriche. A oggi né le imprese né le istituzioni coinvolte dal progetto hanno però espresso posizioni sul merito di queste nostre proposte.

“Per quanto riguarda l’annunciato progetto di nuova acciaieria a Piombino, come associazione accogliamo con favore la notizia, in quanto lo scenario di reindustrializzazione ecosostenibile è l’unico possibile” – dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – “uno scenario che può infatti coniugare mirabilmente la tutela ambientale con la salvaguardia dei posti di lavoro. Allo stesso tempo, è necessario conoscere le tecnologie che verranno effettivamente utilizzate e tenere nel giusto conto la gestione degli impatti delle nuove produzioni, in termini energetici, idrici e di uso del suolo, studiando il flusso dei materiali da riciclare, il riutilizzo degli inerti e le quote di smaltimento finale dei rifiuti connessi. Ricordiamo infine che occorrerà anche pianificare un reticolo viario e ferroviario più efficiente e interconnesso tra aree industriali e zona portuale e, in questo senso, ci pare ineludibile e non più rimandabile il completamento della SS 398 fino al porto”.

“Speriamo che questa sia l’occasione per rilanciare anche la bonifica ambientale del sito (ad oggi conclusa al 49% sui terreni e ferma al 4% per la falda), una bonifica attesa da troppi decenni ormai,” dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico Legambiente. “Oltre a restituire alla cittadinanza porzioni di territorio abbandonate ormai da troppo tempo, cosa che riteniamo sia fondamentale, ricordiamoci anche di tutelare contestualmente la salute intervenendo sulla situazione di inquinamento e degrado ambientale estremamente preoccupante dell’area. Le bonifiche devono diventare, sia a livello nazionale che regionale, un volano per il rilancio economico e la transizione ecologica dei territori”.

In conclusione, Legambiente Toscana auspica la presenza di una governance territoriale chiara e determinata, che con il coinvolgimento della società civile, sappia rendere Piombino e la sua area industriale un modello di innovazione e sostenibilità, un polo quindi attrattivo per altre imprese e per altri possibili investimenti.