Sono passati mesi da quando, con uno sforzo senza precedenti e con risultati incredibili, (grazie
anche alla forte partecipazione popolare) i nostri comitati sono riusciti a raccogliere migliaia di
osservazioni su ben 4 progetti di impianti eolici industriali nella Bassa Maremma Toscana.
Una sessantina di pale nei soli territori di Pitigliano e Sorano, alte 200 metri e larghe 170. Centinaia e oltre se vengono cumulate con quelle proposte su Manciano, Scansano, in tutta l’Alta Tuscia e
nell’Orvietano. Abbiamo fornito con argomenti concreti numerose opposizioni ad un modello di
sviluppo e produzione di fonti rinnovabili puramente speculativo. Siamo a pochi giorni dalla
votazione della legge regionale sulle Aree Idonee in Toscana.
L’11 febbraio il consiglio regionale si esprimerà su una legge che di fatto rischia di devastare interi territori, in particolare la Maremma.
Il sud della Toscana, così come la Val di Cornia e il Mugello, sono state prese di mira dalle
multinazionali energetiche. Presentati centinaia di progetti di impianti eolici, fotovoltaici e
agrivoltaici industriali, senza contare la spinta che sta subendo l’incremento del Geotermico
sull’Amiata. Ciò nonostante l’opposizione dal basso non si arresta. E’ nata la Coalizione
interregionale TESS (Transizione Energetica senza Speculazione), della quale i nostri comitati fanno
parte, insieme a più di 80 tra comitati e associazione del Centro Italia.
Giovedì 30 gennaio si è tenuto un importante convegno a Ischia di Castro: “Eolico Industriale e
Speculazione nella Tuscia”. In questo contesto politica regionale e provinciale, sindaci, comitati e
cittadini hanno dichiarato congiuntamente e a gran voce la saturazione della Tuscia (la quale
detiene il 78% di impianti Fer del Lazio).
A fronte di questa crescente mobilitazione dobbiamo però
constatare che le promesse fatte nei mesi passati, in occasione di incontri pubblici, da parte del
presidente della regione Toscana Eugenio Giani, relative al suo impegno di proteggere i nostri
territori e le loro specificità da questo attacco speculativo, ad oggi, hanno mostrato solo prospettive preoccupanti. In Toscana, come già detto, si sta approvando una bozza di legge regionale ancora in discussione e dai contorni assai incerti, che risponde solo agli interessi delle lobby di riferimento del rinnovabile. Impone ai comuni le quote di energia rinnovabile che va prodotta sui loro territori, rimettendo agli stessi solo la facoltà di scegliere quali siano o meno le zone idonee ad ospitare impianti FER.
Questa cosa per altro non vale per l’eolico industriale, il quale vedrà portare avanti i progetti presentati nei mesi scorsi. Pale di una media di 200 metri in territori di inarrivabile bellezza come Pitigliano, Sorano, Manciano, Scansano. L’intera Maremma ridotta ad un abnorme Hub energetico, come se già non lo fosse.. La provincia di Grosseto ospita la maggior parte di FER in Toscana, perciò è più che mai necessario ripartire le quote di rinnovabili in maniera più equa.
Tra l’altro l’enorme cavidotto Montalto – Milano porterebbe la corrente prodotta direttamente al nord Italia, senza alcun ritorno per il territorio. Alle nostre amministrazioni comunali chiediamo dunque il massimo impegno. Stiamo vedendo uno strano assopimento, in questo momento così importante per il nostro futuro! La Regione Lazio ha dichiarato la piena contrarietà all’invasione dei mega impianti Fer, mentre l’amministrazione regionale Toscana sta dimostrando di essere di diverso parere. Perciò chiediamo alle amministrazioni comunali di far sentire ancora più forte la voce di questo Territorio.
Le alternative per produrre energia rinnovabile ci sono, ma non vengono mai mprese in considerazione. Il modus operandi nel collocare gli impianti Fer non privilegia le linee-guida
predisposte dal ministero, secondo le quali andrebbe data priorità a zone industriali, discariche, cave dismesse, linee ferroviarie ed autostradali, ed infrastrutture pubbliche.
Ad esempio a Livorno e Piombino si trovano ampie zone industriali abbandonate che non si vogliono utilizzare per le FER, come ricordano puntualmente i comitati della Val Di Cornia. Emblematico inoltre il caso del Mugello, dove pur di non intervenire nell’ampia zona industriale della provincia di Firenze è stato deciso di delocalizzare la produzione energetica rinnovabile, distruggendo il territorio del Monte Giogo di Villore. Non è questa l’unica contraddizione.
La stessa Regione, che avalla questi modelli di produzione energetica, in maniera contraddittoria
promuove contemporaneamente una visione (per altro da noi condivisa) di vocazione territoriale e
di turismo sostenibile.
Questo concetto però non è assolutamente compatibile con la moltiplicazione di progetti FER dal
carattere industriale, con enorme impatto su territori, paesaggio e natura.
Intendiamo pertanto insistere nella nostra attività di sensibilizzazione e di impegno per la causa del
nostro territorio, in opposizione alle scelte imposte dall’alto, nel principio dell’autodeterminazione.
E’ nostra intenzione partecipare in maniera concreta al dibattito sul futuro della Regione Toscana,
anche in vista delle elezioni regionali in autunno.
Riaffermiamo la nostra netta critica e decisa opposizione al progetto di legge regionale.
Per costruire alternative all’energia fossile, abbiamo bisogno di politiche energetiche che rispettino i territori, le aspirazioni e le visioni delle comunità e non ne pregiudichino il modello di sviluppo
autenticamente sostenibile, sul quale sono stati investite tante risorse economiche, pubbliche e
private.
Comitato MaremmAttiva
Comitato Salute Ambiente Tuscia

