Rigassificatore: USB pronti alla mobilitazione

Quando come Unione Sindacale di Base abbiamo deciso di sostenere la battaglia dei cittadini e delle cittadine di Piombino contro l’installazione di una nave rigassificatrice all’interno del piccolo porto della città Toscana, l’abbiamo fatto NON solo perché contestavamo la singola decisione relativa a quel territorio. L’abbiamo fatto perché eravamo convinti, ed oggi lo siamo ancora di più, che il progetto, voluto dal Governo Draghi sostenuto ancor di più dall’attuale esecutivo Meloni, di trasformare il nostro paese nell’hub americano del GNL, sia una scelta sbagliata pericolosa, che stanno pagando direttamente i lavoratori con le proprie tasche attraverso i vertiginosi aumenti dei costi energetici così come, di conseguenza, anche di altri beni di consumo. Siamo ormai succubi delle scelte dei nostri “alleati” Stati Uniti in testa, che ci fanno pagare il gas a peso d’oro mentre trascinano anche il nostro paese in guerra.
Grazie a queste politiche stanno facendo affari d’oro le multinazionali dell’energia come SNAM ed Eni mentre i territori subiscono in prima persona, oltre che con il carovita, l’installazione di impianti pericolosi ed impattanti. 
Fatta questa doverosa premessa, esprimiamo forte preoccupazione in merito al dibattito politico rispetto al rigassificatore di Piombino e il suo spostamento.  Piombino non può e non deve sopportare oltre.  La nave Italis NLG dovrà lasciare il porto di Piombino alla data prevista. Non un giorno di più. Così come scritto nero su bianco sull’autorizzazione, nella concessione portuale e nella sentenza del TAR.  
Siamo pronti, così come fatto in passato con il grande sciopero generale cittadino e il nostro ricorso “ad adiuvandum” a seguito dell’intervento legale del Comune, riprendere la mobilitazione a fianco dei comitati e dei cittadini di Piombino.  Siamo pronti a tornare in piazza e proclamare un nuovo sciopero qualora le decisioni prese dovessero essere messe in discussione. 
Fa davvero sorridere la posizione del Partito Democratico (e dei loro satelliti sindacali) che in Toscana parla di “nave della libertà” e salvezza per l’Italia mentre in Liguria si sta opponendo con forza dicendo che non c’è bisogno di quel gas.  Molto pericolose, invece, le affermazioni di alcuni privati operatori portuali, non la totalità, del porto di Piombino. Dichiarazioni di stampo corporativo che, con una visione volutamente parziale, non fanno cenno dell’enorme danno economico che il rigassificatore ha prodotto e produrrà per il nostro scalo. In termini di limitazione della sua potenzialità, dei traffici sulle banchine e mancato utilizzo dei nuovi piazzali dopo i milioni di euro di soldi pubblici investiti dall’autorità di sistema.  Vogliamo parlare dio posti di lavoro?

Usb Livorno e Piombino