Val di Cornia, Parodi: “Eolico e fotovoltaico selvaggio”

L’assalto al territorio della Val di Cornia da parte di azioni speculative legate all’installazione degli
impianti di energia rinnovabile è all’ordine del giorno, con numerose richieste autorizzative sui
tavoli della Regione e del Ministero e molti cittadini allertati sul piede di guerra.

“Ma proprio il Governo, che dava mandato alle Regione di normare le AREE, per evitare impianti a
macchia di leopardo sul territorio, tramite il Consiglio di Stato tira il freno a mano – commenta
Giuliano Parod
i – da oltre 12 anni sono sempre stato in prima linea contro le speculazioni fatte
sul territorio con risultati positivi, nel 2011 contro l’installazione di una centrale a Biomasse
a Suvereto e nel 2012 contro la messa in opera di 17 pale eoliche, presentate dalla soc. FERA,
disseminate in Val di Cornia, ma adesso siamo in una fase storica diversa ed è bene avere
conoscenza del quadro normativo e delle posizioni del Governo centrale.”
In ottemperanza alla richiesta dalle norme nazionali, che mira a regolare gli spazi regionali dove
realizzare i nuovi impianti in vista del target 2030 che vuole il territorio impegnato a raggiungere
almeno 4,25 GW di FER, la Toscana ha avviato il percorso verso la definizione di una Legge
regionale “Aree idonee”.

“Il 2 dicembre la Giunta regionale approva la proposta di legge n.2 sulla “Promozione della
transizione energetica e disciplina per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee o non
idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia da fotovoltaico ed eolico” –
continua Parodi – ma poche settimane prima, il Consiglio di Stato, con ordinanza del 14 novembre
2024 ha sospeso, in via cautelare, un passaggio del Decreto ministeriale “Aree Idonee” che
riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici nei pressi di beni sottoposti a tutela. In
particolare il provvedimento riguarda l’articolo 7, comma 2, lettera C, che dà la possibilità alle
Regioni di salvare o dichiarare non idonee le aree che rientrano nell’articolo 20 comma 8 del D.
Lgs. 199/2021.” Quest’ultimo prevede l’idoneità di tutte le aree che non rientrano nel
perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali o che ricadono
nella fascia di rispetto di tre chilometri per gli impianti eolici e di 500 metri per gli impianti
fotovoltaici.”
“Ciò significa che tutte le aree che non rientrano in queste fasce sono da considerarsi idonee per
legge dello Stato e non possono essere dichiarate inidonee dalle leggi regionali – conclude
Giuliano Parodi – il Consiglio di Stato, con questa decisione, sta così limitando il potere
discrezionale delle Regioni e dei Comuni coinvolti. L’ordinanza arriva dopo che il Consiglio di
Stato aveva accolto il riscorso di alcune grandi società attive nello sviluppo di impianti da fonti
rinnovabili, che saranno ascoltate dal TAR Lazio a febbraio 2025, pertanto invito i Sindaci oltre a
partecipare ai comitati come semplici cittadini ad attivarsi fattivamente verso i loro partiti
nazionali di riferimento al Governo, perché è a Roma che si decidono, non solo le strategie
energetiche nazionali , ma le norme che possono impedire l’assalto alla diligenza che la Val di
Cornia sta subendo”.