Rigassificatore: lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

OGGETTO: Rigassificatore nel porto di Piombino

Siamo cittadini di Piombini riuniti nel Comitato Salute Pubblica, ci rivolgiamo a Lei Presidente, per rappresentare le nostre preoccupazioni e le preoccupazioni di gran parte della città dovute alla presenza, nel nostro piccolo e trafficatissimo porto, di un rigassificatore ex Golar Tundra, ora Italis GNL della capacità di 5 miliardi di mc annui di rigassificazione che viene settimanalmente rifornito di gas naturale liquefatto da metaniere provenienti da vari Paesi.

Il rigassificatore ormeggiato qui senza la procedura ordinaria che avrebbe comportato la Valutazione di Impatto Ambientale è situato in un porto città, vicinissimo ai traghetti in transito per le Isole dell’arcipelago Toscano, alla stazione marittima, ad attività lavorative e a poco più di 1000 metri dalle prime abitazioni.

Siamo preoccupati perchè trattasi di un Impianto a Rischio di Incidente rilevante collocato in un ambiente fortemente antropizzato.

La popolazione non è stata coinvolta in questa scelta, ha da subito manifestato insieme alla amministrazione Comunale il proprio dissenso, e siamo stati inascoltati.

La recente tragedia di perdite umane e feriti sul lavoro in un impianto a rischio di incidente rilevante a Calenzano rafforza la nostra convinzione che impianti del genere debbono essere collocati lontani da elementi vulnerabili.

Nel corso dell’anno si sono verificate un paio di situazioni delicate, una in particolare nel mese di Agosto quando un traghetto con a bordo 300 persone diretto in Corsica   è dovuto rientrare in porto perchè un incendio si era sviluppato   al suo interno ed ha attraversato l’unico canale di ingresso che è situato a poche centinaia di metri dalla metaniera che in quel momento stava rifornendo il rigassificatore.

 Incidenti possono sempre verificarsi e se succedono in tali impianti si potrebbero registrare   conseguenze impegnative, tanto più che il nostro porto è dotato di un unico bacino di evoluzione dove avvengono le manovre dei traghetti per consentire gli ormeggi, e dove si registrano numerose corse giornaliere specie in estate, con l’Elba con le altre Isole e per i traffici commerciali, il tutto a poche centinaia di metri dal rigassificatore e metaniera di rifornimento

 Non ci risulta sia stato ancora redatto e pubblicato, per Piombino, il Piano di emergenza esterno decreto 105/2015, la Prefettura ha due anni di tempo dall’esercizio dell’impianto ciò nonostante detto Piano è stato richiesto e sollecitato dal momento che metaniere e rigassificatore operano   ininterrottamente dal luglio 2023 e considerato che esiste una unica via di accesso in città  

Il Commissario della Regione Toscana al rigassificatore nell’ autorizzazione all’impianto ne ha disposto la permanenza nel nostro porto per tre anni, dal 2023 al 2026, ma ancora non ci risulta vi sia un conseguente formale impegno del Governo in tal senso né che siano state create le premesse infrastrutturali per ricevere il rigassificatore altrove.

 Mentre per Calenzano si prospetta già l’ipotesi di allontanamento dell’impianto Eni da quella zona così antropizzata temiamo, per le motivazioni sopra dette, che la permanenza del rigassificatore, a Piombino pur prevista a tempo limitato nel nostro porto essenzialmente turistico e con le caratteristiche accennate, si trasformi in definitiva.

Dopo il grave incidente di Seveso sembrava che vi fosse l’impegno che gli impianti a rischio di incidente rilevanti si sarebbero dovuti realizzare lontani dai centri abitati e del resto così è stato per il rigassificatore di Livorno che si trova a 22 km dalla città, per Piombino si è scelta un’altra strada.

 La stessa sentenza del Tar Lazio del dicembre 2023 al quale il Comune si era rivolto ha richiamato nelle proprie argomentazioni la scadenza temporale dei tre anni.

Confidiamo nel suo interessamento, confidiamo che   la scadenza dei tre anni sia rispettata.

Il Comitato Salute Pubblica di Piombino e della Val di Cornia

                                   Il Presidente

                                (Aldo Balzano)