Comunicato stampa.
Le minoranze abbandonano il Consiglio: plateale mancanza di senso delle Istituzioni e grande sgarbo istituzionale.
Triste vedere i banchi dell’opposizione svuotarsi durante la presentazione delle linee programmatiche del mandato.
Una grande mancanza di rispetto, prima che per il sindaco della città, per i cittadini di Piombino che in maggioranza hanno creduto e voluto questa Amministrazione.
Purtroppo l’incapacità di un rispettoso confronto democratico, il disconoscere e disprezzare l’avversario e coloro che non condividono la propria opinione è una tara troppo diffusa nel nostro Paese: un sintomo di scarsa maturità democratica, che caratterizza spesso proprio coloro che di questi valori si riempiono la bocca. Si possono comprendere le divergenze, talvolta anche aspre, che stimolano confronti anche con toni duri, ma abbandonare i lavori del Consiglio Comunale è un atteggiamento grave e deprecabile.
I consiglieri comunali, al di là della loro collocazione politica, rappresentano i cittadini e nessun altro. Il loro atteggiamento non è stato un dispetto alla maggioranza od al sindaco, tanto meno un atto politico eclatante, bensì, mancanza di rispetto nei confronti di chi li ha eletti. Le Istituzioni sono sacre, vengono arbitrate da norme, statuti e regolamenti.
Le minoranze sono uscite, e non più rientrate per tutta la seduta, sulla comunicazione del sindaco relativa al mandato amministrativo 2024-2029, in cui non è previsto l’intervento dei gruppi consiliari. Il PD avevo chiesto in conferenza dei capigruppo di intervenire, ma come da regolamento è stato detto chiaramente che non era previsto. La discussione sulle linee programmatiche è prevista durante l’ approvazione del Documento Unico di Programmazione. In quel contesto si entra nel merito degli strumenti che chi governa utilizza per mettere in atto i propri indirizzi programmatici. Nella discussione del DUP ci sarà adeguato dibattito è confronto.
La comunicazione sulle linee programmatiche prevista ad inizio consigliatura è solo un atto dovuto, in quanto il sindaco non fa null’altro che ripetere quelli che sono gli indirizzi del programma elettorale sul quale si sono espressi i cittadini. Ci dispiace che sia uscito anche il gruppo RfC-M5S, inizialmente erano rimasti, poi legittimamente hanno deciso di uscire. Al di là delle nette divergenze politiche e culturali, loro sono espressione di una tradizione ideologica vera, con la quale ci si confronta sul merito delle questioni.
Il PD al contrario, non cosciente di aver perso le elezioni per la seconda volta, crede ancora alle favole dei buoni e cattivi, ma i cittadini una risposta gliela hanno data ed è stata chiara e limpida. Se ne facciano una ragione, e rispettino il corpo elettorale, che è sovrano in una democrazia consolidata come la nostra.

