Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.
Se tu fossi qui
ti direi tutte
le parole non dette
perdendo il pudore
di confidarsi a un padre.
Ti racconterei
cos’è successo
negli ultimi dodici anni,
persino le cose
che ti manderebbero in bestia,
un governo di destra
per il nostro paese
di antifascisti decorati
con medaglia d’oro
e un altoforno caduto,
che non amavi, lo so,
ma era un simbolo.
Non stapperei il vino
migliore, so che sei astemio,
partire non cambia,
ma spalancherei il balcone
per farti vedere il mare
e la tua isola natale;
dalla terrazza ventosa
ricorderemo un treno,
una casa cantoniera,
tutti gli alberi piantati,
il sogno d’un nipote
finalmente nato.
Immagineremo correre treni
da Piombino a Campiglia
e tu farai la scorsa
come allora.
Ma non sei qui
e non avrai il tempo
di sentir piangere
bambini che non chiedono
attimi d’attenzione.
Resta quel che mi hai lasciato
l’eredità dei libri
un sogno a fumetti,
resta la memoria
d’un tempo antico
che s’è fatto storia.

