Sacha Naspini, “Bocca di strega”

Sacha Naspini
Bocca di strega
Edizioni E/O – Euro 18 – Pagine 180

Sacha Naspini continua a viaggiare al ritmo invidiabile di un romanzo all’anno e conferma una dote che gli conosco sin dai primi anni Duemila – quando gli pubblicavo L’ingrato e I sassi con Il Foglio Letterario – quella del narratore di storie, dello sceneggiatore secco e asciutto che predispone soggetti già pronti per il cinema.

Bocca di strega lo fa ritornare in Maremma, per la precisione tra Piombino e Viterbo, a raccontare una storia di tombaroli anni Settanta, una disfida tra bande del Val di Cornia e della Tuscia che non vi racconto perché la bellezza del romanzo sta tutta nel plot e nel rapido susseguirsi dei colpi di scena.

Basti sapere che per Bocca di strega in Maremma s’intende una trappola, un tranello, in pratica un orologio (si pensi ai film di Fernando di Leo) ordito ai danni di qualcuno. Niente di horror, dunque, anche se il modo di dire parte da un corpo di donna rinvenuto a Baratti con la bocca piena zeppa di chiodi, per questo ritenuto un corpo di strega. Naspini non rinuncia a tratteggiare personaggi maremmani come soltanto lui sa fare, uomini che non sono mai immuni da difetti, anzi, forse sono il contenitore di tutte le imperfezioni possibili. (Gordiano Lupi)