Incontri pubblici, contributi dei cittadini, confronto e partecipazione. Il futuro dell’edificio ex Fucini fin dall’insediamento di questa Amministrazione è sempre stato al centro di un percorso di dialogo finalizzato chiaramente a restituire a San Vincenzo un luogo identitario in grado di rispondere ad esigenze culturali, sociali e di aggregazione, uno spazio polivalente ad uso della comunità. Con la precisa volontà, dunque, di dedicarlo a fini ben più nobili di come non sia invece ridotto adesso incastrato tra degrado e impalcature che peraltro hanno causato un costo non indifferente ai contribuenti.
L’11 maggio e il 7 giugno del 2023 due appuntamenti alla Torre permisero di poter illustrare la vocazione del palazzo una volta portate a termine le operazioni di ristrutturazione. Ciò, nel secondo caso avvenne dopo aver ricevuto – con soddisfazione, visto il livello di interesse – decine di mail da parte dei cittadini contenenti pareri e proposte sul come intervenire e sulle opportunità da sfruttare per dedicare quegli spazi a San Vincenzo, alla cultura e all’associazionismo. Spazi di aggregazione di cui la comunità necessita, che sono venuti a mancare con il trascorrere degli anni.
Tutto ciò non può che rappresentare una chiara volontà di visione condivisa che, dunque, si è sempre fatta spazio nell’ottica di confrontarsi in maniera dettagliata sulle modalità di restituzione al paese di un luogo che rappresenta non solo un simbolo di memoria storica e artistica, ma anche una significativa opportunità di rilancio. Un palazzo che può offrire tante e diverse risposte alle esigenze della comunità, il cui valore merita di essere considerato nell’ambito di una riflessione seria e strutturata, non ‘alleggerita’ e magari strumentalizzata alla mercé di un intempestivo opportunismo politico.
Nell’ultimo consiglio comunale, svoltosi martedì 28 maggio, il tema della ristrutturazione dell’edificio è stato affrontato, ma risulta evidente che alcuni aspetti necessitino di essere puntualizzati onde evitare il protrarsi di informazioni e messaggi fuorvianti. Un impegno importante, certamente, che quindi merita la massima attenzione e un’adeguata condivisione di intenti e prospettive. Ingredienti fondamentali che questa Amministrazione con chiarezza ha posto alle basi del percorso sulle ex Fucini. Un luogo che merita rispetto, come l’importanza che per San Vincenzo un palazzo simile deve ricoprire.
È doveroso sottolineare, per coloro che chiamano in causa un trasferimento di volumetrie ipotizzando al contempo la costruzione di appartamenti, come non ciò non possa essere possibile. Sia per i vincoli che ne sono collegati con le relative destinazioni d’uso, sia per la difficoltà a barattare l’importanza e la prospettiva di caratterizzare a livello culturale e sociale un edificio come le ex Fucini con un azzardato e improvvido ‘scambio’ di volumi. Anche per questo si è andati verso l’aggiornamento del piano triennale delle opere pubbliche, dando al contempo riscontro ai contributi ricevuti dai cittadini quando interpellati sul futuro dell’edificio.
L’investimento? Grazie ad un lavoro sinergico degli uffici, anche in quanto a recupero evasione e organizzazione di servizi, prevede di far fronte per il primo stralcio dei lavori per opere murarie e rifacimento del tetto ad un mutuo di 800mila euro, che il bilancio dell’ente sostiene con le attuali previsioni già in essere, e per il secondo stralcio di partecipare ad un avviso del Fondo europeo di sviluppo regionale con importo a bando di poco meno di 1 milione e 200mila euro. L’intervento interesserà tutta la parte di efficientamento energetico a partire dal cappotto esterno, poi macchine per raffrescamento e riscaldamento, pannelli fotovoltaici, revisione degli impianti e nuovi infissi.

