Modifiche dei tempi del percorso diagnostico del paziente con diagnosi di STEMI

Leggiamo che l’Assessore Bezzini, quindi la Regione Toscana, con la delibera n. 717 del 17
giugno 2024, ha modificato i tempi del percorso diagnostico terapeutico del paziente con diagnosi
di STEMI e angioplastica primaria (STEMI è l’acronimo di Infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST) da 90 minuti a 120 minuti.

Dice che, leggiamo testualmente “[…] avranno come unico compito quello di trasferirli in un ospedale attrezzato nei tempi previsti
dalle nuove regole, quindi entro 120 minuti”
Queste nuove regole, secondo la delibera regionale, sono state licenziate del Gruppo Tecnico di cui
al D.D. n. 17180 del 2020.

Le linee guida correnti, però, a meno che gli estensori non se le siano tenute dentro il cassetto
della scrivania, e ci sta tutto, dicono che i minuti a disposizione raccomandati per sottoporre il
paziente all’angioplastica sono sempre 90 minuti.
Infatti il DTB, il tempo Door-To-Balloon, cioè il l’intervallo di tempo raccomandato che va
dall’ingresso in ospedale al primo gonfiaggio del palloncino da angioplastica, è di 90 minuti; 120
minuti è l’intervallo “massimo” entro il quale un paziente deve essere trattato in Emodinamica.

I dati a nostra disposizione, come lo studio su una rete integrata in una provincia dell’area nord
ovest della Toscana, confermano la correlazione tra mortalità e DTB, cioè tra la mortalità e il
tempo intercorso tra il primo contatto con il servizio sanitario e il primo gonfiaggio del palloncino
e dicono che minore è il tempo, maggiore è la probabilità di sopravvivenza (https://
www.giornaledicardiologia.it/archivio/567/articoli/6726/ )
Ma non ci voleva molto a capirlo.
A oggi, le regole “ufficiali” sono quelle elaborate dal Gruppo Tecnico nominato da AGENAS, cioè
l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – nata per volere del D.M./70/2005,
cosiddetto Balduzzi, che in data 30 novembre 2023 ha pubblicato la Relazione Conclusiva,
presentata ufficialmente a marzo del 2024, nella quale si afferma testualmente: “nei pazienti con
STEMI, la PTCA, cioè l’Angioplastica Coronarica Percutanea Transluminale, è considerata il
trattamento di scelta quando può essere eseguita da personale esperto, in un laboratorio di
emodinamica appropriato entro 90 minuti dal primo contatto con il Servizio Sanitario” (link
https://www.agenas.gov.it/images/agenas/RETI/cardio/relazione_finale_board_cardio.pdf)

Chiediamo che l’Assessore regionale Bezzini chiarisca le fonti che hanno suggerito al Gruppo
Tecnico regionale di cui al D.D. 17180 del 2020 di stabilire come “nuova regola” quella dei 120
minuti raccomandati per l’accesso all’Emodinamica e quale sia, quindi, il tempo massimo da non
superare, poiché questo potrebbe rappresentare il discrimine tra il poter richiedere l’attivazione di
una Sala di Emodinamica e il non poterlo fare.

Queste “nuove regole” cadono come il cacio sui maccheroni sul piatto del legislatore e su quello
dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest: non volendo (e sottolineiamo non volendo) intervenire e
realizzare una Sala di Emodinamica a Piombino, nonostante la stessa Azienda ne avesse indicato
la necessità nei suoi atti ufficiali, si allungano i tempi per l’accesso alle Sale di Emodinamica
presenti, non considerando che, secondo lo studio sopra menzionato, più si dilata il tempo,
maggiore è il rischio di mortalità.
Non possiamo credere che si sia scelto di ignorare questo.

Comunicato congiunto
Partito della Rifondazione Comunista e Movimento 5 Stelle