Officina culturale: dal Mic oltre 3 milioni

L’ultimo successo del sindaco Ferrari e l’ennesima frustrazione per un Anselmi senza autorevolezza

Il candidato Anselmi ancora una volta dimentica che pensare una cosa non equivale a farla, che chiedere dei finanziamenti non equivale ad ottenerli e, soprattutto, che avviare un cantiere e poi abbandonarlo a se stesso non è riqualificazione urbana. Ma chiariamo i fatti. 

Nel 2019, quando il Pd ha miseramente perso le elezioni anche a causa di questa abitudine di annunciare le iniziative e poi non realizzarle, il cantiere del Polo culturale era fermo. I lavori, iniziati nel 2011, avevano portato alla sola realizzazione delle mura, senza progettazione per gli impianti e, soprattutto, senza una progettazione funzionale degli interni che indicasse una chiara idea di cosa farne poi di quegli spazi. Inoltre, non c’era neanche un centesimo destinato a completare l’opera. 

L’Amministrazione Ferrari si insedia e trova una scatola vuota e lasciata a sé stessa. Come sua abitudine, si rimbocca le maniche: partecipa a un bando indetto dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, accaparrandosi un milione e 800mila euro per la realizzazione del primo e secondo lotto, ovvero la parte storica. A tal proposito, vediamo di chiarire un punto: i fondi dei bandi ministeriali transitano dalle Regioni per essere distribuiti ai Comuni vincitori. Ciò, va da sé, non significa che la Regione, né tantomeno un suo consigliere, abbia qualcosa a che fare con l’elargizione di quelle risorse.
Ma andiamo avanti.

Il Comune ha dato incarico a due diversi studi per realizzare due diverse progettazioni mancanti e indispensabili per procedere con l’opera del palazzo storico: il progetto degli impianti e il progetto degli interni. Quest’ultimo, in particolare, è stato affidato a un architetto di fama internazionale, specializzato negli spazi culturali come biblioteche e teatri. 
La progettazione è pronta: il Polo culturale diventa Officina culturale Falesiana, un nome che richiama la storia del luogo e la volontà di trasformarlo in uno spazio di crescita e innovazione culturale per la città che ospiterà, tra le altre cose, la Biblioteca civica Falesiana. Il cantiere riparte e, adesso, procede spedito. 

Nel frattempo, Gianni Anselmi, in versione Consigliere regionale di maggioranza, nel 2021 presenta una mozione per impegnare la Regione Toscana a finanziare il terzo lotto, quello delle ex officine Ipsia, con due milioni e 400mila euro. Seguono grandi annunci ma, come ormai sua abitudine consolidata, delle risorse neanche l’ombra. 

Il sindaco Ferrari, intanto, avvia un serrato dialogo con il Governo che porta, notizia recente e – quella si – ufficiale, al finanziamento del terzo lotto con addirittura 3 milioni e 200mila euro provenienti dal Ministero della Cultura. Con queste risorse, precisamente dal Piano strategico grandi progetti beni culturali, sarà realizzato il terzo lotto che sorgerà al posto delle ex officine Ipsia che, nel frattempo, cadevano a pezzi e sono state demolite. Il progetto è già in fase di redazione: sarà un edificio contemporaneo coerente con il contesto, lascerà visibili le Mura leonardesche e consentirà l’accesso anche attraverso il Giardino delle Tartarughe, quindi via Leonardo da Vinci. 

Ora, alla luce di tutto questo, appare evidente chi si intesti il lavoro altrui cercando, come sua abitudine, di millantare crediti che non ha. Ci dispiace, perciò, che il candidato Anselmi questa mattina si sia svegliato di malumore per il fatto che ai suoi proclami non faccia mai seguito nulla. Capiamo la sua frustrazione: è evidente che il consigliere regionale abbia una scarsa considerazione e goda di poca autorevolezza da parte delle Istituzioni, anche quando guidate dal proprio partito. Noi siamo orgogliosi di avere un sindaco che non annuncia: comunica i fatti, sanciti da atti istituzionali, a favore della città.

Coalizione Scegli Piombino

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