“Su Casa Esagono, alcune perplessità”

Si sono scatenate diverse polemiche contestuali al restauro di Casa Esagono a Baratti, in quanto di fronte all’immobile è stato aperto, volutamente, un varco nel bosco, creando un canalone che scende fino a lambire la spiaggia, manca veramente poco e siamo sul mare. E’ in corso un’indagine dei carabinieri forestali per capire chi e perché ha eseguito questi tagli del verde ma anche la politica si affretta a mettere le mani avanti, sostenendo che nessuno del comune ha mai ordinato ne eseguito quei lavori. Se guardiamo gli atti ci sarebbe una determina dirigenziale dei Lavori Pubblici che nell’oggetto del contratto contiene “…la manutenzione del verde nei pressi dell’immobile sopra citato, in particolare si tratta di abbattimento e potatura di alberature”. Questo è scritto nella determina n° 338 del 29/03/2024, per un impegno di spesa di € 6.100. Sulla stampa si legge che questa intenzione non è stata mai applicata perché superata dai fatti, quindi la ditta Manni Giardinaggio a cui era stato affidato il lavoro, si presume dalle dichiarazioni, che non sia mai intervenuta. Si dovrebbe comunque dare seguito ad una nuova determina dirigenziale che procedaall’annullamento di quella di cui sopra, anche solo per annullare l’impegno di spesa. Leggiamo inoltre che la segnalazione di quello che qualcuno ha definito “uno scempio ambientale”, è arrivata da un cittadino qualsiasi, non dall’amministrazione; che teoricamente avrebbe dovuto avere il polso della situazione giorno per giorno, visto che stava curando il consolidamento e la riqualificazione della Casa Esagono a due passi dall’intervento di potatura, fatto da ignoti. Noi non siamo così convinti che questo episodio si dovesse liquidare come una questione giudiziaria da affidare al tempo, perché ha una grande rilevanza pubblica e anche politica. Un’altra nota sempre di natura politica la vogliamo fare sull’uso di quel bene pubblico, un investimento di trecentomila euro, che noi avremmo volentieri inserito nel circuito delle visite guidate che cura la Parchi Val di Cornia nel Golfo di Baratti, come pacchetto attrattivo e aggiuntivo di grande pregio architettonico. Diversa invece la concezione della maggioranza sul concetto di uso pubblico, perché non comprendiamo molto bene la questione di trasformare Casa Esagono in residenza d’artista. Da quello che si capisce sembra che quell’ambito potrà ospitare per alcuni periodi artisti interessati a spartire con la comunità il proprio pensiero e le proprie opere. Ma proprio a Baratti, ci chiediamo noi? In un gioiello architettonico di quel tipo, se pur abitabile, dentro quel contesto ambientale? Se abbiamo capito bene, allora sorgerebbe un’altra domanda, chi pagherebbe le utenze, soprattutto quella dell’acqua, i piombinesi? 

Riccardo Gelichi

Cristiano Sabini

TengoaPiombino