A seguito delle parole del Sindaco Ferrari non possiamo non commentare la volontà di rinunciare la prosecuzione della battaglia legale contro l’entrata in servizio del Rigassificatore.
Premettendo che in questa storia non esiste un giusto o sbagliato, ci teniamo a ricordare che le alternative erano almeno due. Potevamo rinunciare al ricorso al TAR in nome della immediata lotta per le cosiddette compensazioni come suggeriva qualcuno, oppure arrivare al termine della via giudiziaria imboccata se davvero ci si credeva.
Con grande stupore scopriamo oggi dalle parole del Sindaco che la terza via, quella senza dubbio più fallimentare, che ha portato al ritardo di un anno sulle richieste del memorandum, e alla non rimozione dello stesso, sarebbe stata la scelta giusta.
No egregio Sindaco, le mezze misure sono un errore nella quasi totalità dei casi ed è proprio la sentenza del TAR a dircelo. Certamente speriamo di essere prontamente smentiti con l’arrivo di grandi investimenti sulla nostra città, ma l’impressione è che per salvare capra e cavoli si sia finiti per perderli entrambi oltre alla faccia.
Quando ci si imbarca in una battaglia vera, che non sia fine al mantenimento del proprio ruolo di potere, ma che sia una battaglia per la comunità si deve essere disposti a fare delle rinunce.
La scelta giusta era dimettersi quando era il momento! Dal partito o da Sindaco scelga Lei. Decantare la rinuncia al pagamento delle spese legali da parte dello stato è come ricevere in regalo una caramella dopo aver subito un torto. Stesso dicasi per il termine dei 3 anni che dopo enormi proteste di piazza eravamo riusciti a strappare al commissario Giani.
Rimane un anno perso, con compensazioni che rischierebbero di arrivare ben oltre il termine di fine attività della Golar Tundra a cui ormai non crede più nessuno e una battaglia non portata in fondo che ci costerà fior di spese legali.
Non meno importante, non abbiamo nessuna certezza di cosa succederà fra due anni e ormai tutti i piombinesi sanno che la dipartita della nave non sarà affatto scontata nonostante un’emergenza mai esistita realmente. Come si porrà di fronte alla probabile richiesta di proroga che arriverà direttamente dalla Presidente del Consiglio nonché Segretaria del suo stesso partito?
Lottare vorrà dire perdere le compensazioni, non lottare perdere gli elettori o quantomeno averli presi in giro.
Collettivo Popolare Piombinese

