Chissà se il Ministro Urso davvero tornerà a Piombino per un’assemblea pubblica sul futuro delle acciaierie e della città? Chissà se il governo metterà da parte le privatizzazioni programmate e lui, con il suo compagno di partito Sindaco di Piombino, prenderanno atto che lo Stato deve liberarsi dei privati come Jsw, riprendersi lo stabilimento e quindi confrontarsi con Metinvest-Danieli?
La prospettiva di lasciare in mano a Jsw, con Carrai vicepresidente, le attuali acciaierie significa che, se va bene, saranno occupati non più di 400 dipendenti sui quasi 1500 attuali. Poi, per il treno rotaie serve ben più di un semplice revamping; per il suo rifacimento e per l’ipotetico forno elettrico, così come per gli impianti Metinvest, bisogna stare lontani dall’abitato.
Intanto, appunto da Metivest-Danieli grandi promesse, come se ne sono sentite tante a Piombino dalle precedenti multinazionali; e, alcuni giorni fa, forse l’ipotesi di contrapporre Piombino a Taranto. Quindi, nessuna nuova delega in bianco alla multinazionale in arrivo, da parte di istituzioni e sindacati, meno che mai in campagna elettorale. E il piano industriale vero della multinazionale italo-ucraina deve essere valutato da lavoratori e cittadinanza prima della firma dell’accordo di programma, il quale deve contenere vincoli e penali stringenti su occupazione e ambiente, a differenza del passato.
Lo Stato deve imporre alle aziende il rispetto rigoroso dell’art. 41 della Costituzione, il quale prescrive che l’iniziativa economica privata produca pure utilità sociale. Lo Stato già investe milioni di euro in cassa integrazione; ci mette i terreni demaniali…: lo Stato si riprenda dunque le acciaierie. Al Sito di interesse nazionale e Area di crisi complessa piombinese è dovuto un piano di rinascita, incentrato su bonifiche e acciaio pulito di qualità; diritto al lavoro e diritti nel lavoro; salute di tutti; diversificazione economica, mediante economia del mare, agricoltura, turismo, nel rispetto di un ambiente naturale di grande pregio. Per tutto questo vale la pena di lottare, insieme agli altri siti siderurgici: v. Taranto. E si può vincere.
Il 4 ottobre 2023, la minoranza congressuale Cgil Le Radici del Sindacato organizzò un’assemblea a Piombino sul tema: “No al ricatto lavoro ambiente: a Piombino, fabbrica e città unite contro le aziende che sfruttano i lavoratori e inquinano il territorio: vedi Jsw alle acciaierie, Snam con il rigassificatore”.
Proponiamo quindi un nuovo incontro pubblico per il 15 marzo 2024 alle 17, nella sala del quartiere in via dell’Arsenale, a Piombino. Questi sono gli interventi già programmati: saluto di Fabrizio Zannotti, segretario generale CGIL Livorno; Alessandro Babboni, componente AG FIOM Livorno e AG CGIL Toscana; Renzo Carletti, Camping CIG; Luca Tamberi, componente segreteria provinciale FIOM CGIL Livorno; Eliana Como, FIOM nazionale. Microfono aperto. Conclude Valerio Melotti, componente segreteria provinciale CGIL Livorno
LE RADICI DEL SINDACATO area congressuale alternativa in Cgil provincia di Livorno


