Alberta Ticciati ufficializza la candidatura a Sindaca per il secondo mandato

Alberta Ticciati ufficializza la candidatura a Sindaca per il secondo mandato: “A disposizione
della mia comunità, nei valori del centrosinistra, consapevole e forte di 5 anni di esperienza”

“Dopo 5 anni complessi ed impegnativi, con tutto ciò che si sono portati dietro, pandemia,
emergenze varie, guerre, difficoltà di reperimento delle materie prime, rincari energetici, ho deciso
di proseguire in questo impegno e presentarmi alle prossime elezioni Amministrative.

Il progetto politico con il quale mi presento, prende le mosse dall’esperienza del 2019 ma allo
stesso tempo segna una discontinuità. Oggi lavoriamo per una lista civica che non nega la funzione
democratica dei partiti, ma li mette allo stesso tavolo con cittadini, associazioni, imprenditori.
Vogliamo dar voce a chi negli ultimi anni ha deciso di non andare a votare perché magari lo ha
ritenuto inutile alla gestione dei propri bisogni o delle proprie aspettative e alla risoluzione dei
propri problemi.

Le istituzioni sono dei e per i cittadini e noi saremo impegnati sino al giorno prima del voto a
cercare di convincere di questo ogni persona con cui parleremo.

Lo faremo cercando di avanzare la nostra proposta con chiarezza e trasparenza, con decisione e
nettezza, senza ipocrisie o posizioni di “comodo”, affermando convintamente che la politica non
esiste senza valori e ideali di riferimento che condizionano e guidano poi le azioni di chi avrà
l’onore di guidare il Comune.

Per queste ragioni vogliamo costruire una proposta programmatica concreta, che si fondi
sull’inclusione e l’apertura, sulla giustizia sociale e sull’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alle
regole, su politiche territoriali che siano in grado di affrontare le cause e gli effetti dei cambiamenti
climatici, sulla tutela ma anche sulla gestione del paesaggio e della natura, sul rispetto della dignità
e dei diritti universali di tutti gli esseri umani, sulla pace e sulla solidarietà. Sono temi questi che
apparentemente possono sembrare distanti ma che in realtà incidono direttamente sulla vita delle
amministrazioni locali. Basti pensare agli effetti delle guerre in corso sulla vita quotidiana (costi
energia, difficoltà di reperimento materie prime), ai cambiamenti climatici sul governo del territorio
(alluvioni, siccità, smottamenti, frane), alle grandi transizioni in atto quali quella digitale ed
energetica.

Questo progetto politico, che ha mosso i primi passi ad ottobre 2023, ha coinvolto ad oggi PD,
Agorà, alleanza Verdi e Sinistra, M5S e tanti cittadini, aziende, associazioni. Abbiamo scelto di
mettere a disposizione il nostro contributo programmatico, disponibili al confronto anche duro,
all’interno dei gruppi di lavoro, costituiti ed avviati a gennaio, quali strumenti aperti di ascolto e
proposta finalizzati a definire il nostro programma elettorale.

Questo importante lavoro che ha visto la partecipazione di un numero consistente di cittadini si sta
per concludere e nelle prossime settimane saranno organizzati incontri di restituzione di questo
lavoro. Al termine della restituzione pubblica del lavoro sin qui fatto, sarà la volta della
presentazione pubblica delle linee programmatiche con le quali ci candidiamo a guidare questo
Comune.

Abbiamo scelto di chiamarci IMPEGNO COMUNE inteso come condivisione di un percorso,
lavoro di squadra per il raggiungimento di interessi pubblici collettivi. Il logo riporta il campanile di
Palazzo Pretorio stilizzato che era anche nel logo del 2019, viene riproposto con l’aggiunta però dei
rondoni di Campiglia, simbolo di volo, sogno e libertà. La strada indica il futuro e la prospettiva, i
bambini la speranza e la volontà di costruire una società migliore dove poter “mettere le radici”.

Noi crediamo che l’impegno costante di chi si candida a guidare questo Comune nei prossimi anni,
debba essere volto, attraverso tutti gli strumenti a disposizione, a garantire un’alta qualità della vita
a cittadine e cittadini e a coloro che vengono a Campiglia da ospiti. Questo lo si riesce a fare
attraverso servizi sempre più rispondenti ai bisogni, sempre più calati nella realtà, attraverso un
ambiente tutelato, curato ed accogliente, favorendo le condizioni per nuovi insediamenti produttivi,
garantendo quanto più possibile la sicurezza e la gestione della città pubblica, favorendo l’iniziativa
dei soggetti associativi e privati che decidono di contribuire ad un obiettivo collettivo,
accompagnando ed orientando il cittadino ai servizi del pubblico, assicurando trasparenza e
imparzialità di fronte al rispetto delle regole condivise a garanzia dell’interesse di tutti, supportando
la crescita anche attraverso la capacità di cogliere le sfide del nostro tempo, penso alla grande
stagione degli investimenti pubblici, alla transizione digitale, a quella energetica ed ecologica.

Soltanto attraverso il benessere complessivo e collettivo di tutti cittadini si ha sviluppo economico e
crescita vera, soltanto all’interno di un quadro di sostenibilità pubblica si possono tenere e
sviluppare gli interessi privati. Soltanto garantendo la qualità della vita ai nostri cittadini si può
aspirare ad essere un comune sempre più attrattivo e sempre più capace di ospitare ed accogliere un
numero maggiore di turisti nel nostro territorio.
Su questo terreno stiamo fondando la nostra proposta per i prossimi 5 anni e con questo approccio
stiamo affrontando alcuni nodi strategici che consegnano insieme una chiara visione di comunità e
sviluppo.

Pensiamo alla tanto discussa area fieristica, un complesso nato circa 50 anni fa in un contesto
sociale ed economico oggi completamente trasformato. Noi siamo convinti che quella porzione
centrale dell’abitato di Venturina Terme debba diventare area urbana, fruibile 365 giorni all’anno
dai cittadini, capace di restituire bellezza, decoro, spazi per la socialità e l’aggregazione, ma
preservare anche la vocazione fieristica che in Toscana e in Italia ha ancora numeri di tutto rispetto
che giustificano da soli la salvaguardia e la conferma anche di questa vocazione. Un’area che non
abbiamo dubbi deve rimanere pubblica a servizio ed integrazione del nuovo sviluppo che sta
avvenendo nelle strutture della Regione Toscana (casa salute, centro servizi, istituto
agroalimentare), ma anche negli stessi padiglioni Sefi (si pensi all’atletica indoor)

Pensiamo al Santa Lucia, siamo convinti che quel polmone verde in origine area privata
espropriata dal pubblico, al fine di costituire una cerniera fisica di delimitazione della parte
residenziale, vada ripensata e rifunzionalizzata, possibilmente riqualificando e rivitalizzando
l’intervento a suo tempo fatto, senza bisogno necessariamente di demolire completamente. In ogni
caso siamo convinti che quell’area debba rimanere inderogabilmente pubblica, a servizio della
collettività e coerente con il Parco Termale di cui fa parte.

Fonte di sotto area pubblica, vocazione turismo lento, Outdoor legato alla sentieristica e al lavoro
importate realizzato. Uno dei campetti per i bambini e le bambine di Campiglia
La nostra visione della pianificazione presente e del futuro è fondata sul recupero e sulla
riqualificazione dei volumi già esistenti, siano essi residenziali, o artigianali e produttivi prima della
previsione di nuove costruzioni, al fine di restituire alla collettività aree decorose, più belle e
funzionali (pensiamo alla Stazione, piuttosto che a Campo alla croce). In questo senso abbiamo
deciso di non riproporre previsioni edificatorie, anche importanti, oggi decadute poste fuori dal
limite urbanizzato in linea con quanto sarà adottato entro la fine del mandato dall’Amministrazione
uscente con il Piano Operativo.

Crediamo sia indispensabile avere una visione di medio e lungo periodo per garantire ai nostri
cittadini un ambiente sicuro, sostenibile e di qualità in cui poter vivere. In questo senso riteniamo
che quanto fatto dall’Amministrazione uscente non solo non sia banale e scontato ma di una
lungimiranza non comune. È stato investito 2mln di euro soltanto in questo mandato per la
riduzione del rischio idraulico, mitigando il rischio alluvioni e favorendo l’insediamento di nuove
aree produttive. In questo solco si deve proseguire perché i cambiamenti climatici sono oggi realtà
quotidiana e non emergenza occasionale, basti pensare alle alluvioni più recenti in Emilia Romagna
e a Campi Bisenzio. Allo stesso modo crediamo che una istituzione non possa che cogliere la sfida
della transizione ecologica. In questo senso noi vogliamo fare la nostra parte, continuare a spingere
in questa direzione con l’ambizione di traguardare la copertura completa dell’autoconsumo di tutta
la comunità e costituire la Comunità energetica per condividere il surplus di energia con imprese e
cittadini, affinché si possa condividere la ricaduta dei benefici derivanti dagli investimenti pubblici.

Pur essendo a favore della transizione ecologica, però, diciamo con forza no alla completa
liberalizzazione di impianti agrivoltaici estensivi, proposti da grandi multinazionali su centinaia e
centinaia di ettari, in larga parte a vocazione agricola, ottenuti in locazione o diritto di superficie,
contando sulle difficoltà in cui versano le nostre aziende agricole e sul basso costo dei nostri terreni
rispetto a quelli dove si produce vino ed olio. Così come diciamo con forza no al progetto Eolico
oggi al vaglio di Regione e Ministero. Operazioni queste destinate a modificare irreparabilmente la
vocazione agricola delle nostre campagne, nonché le colture tipiche delle nostre zone, nonché ad
incidere negativamente sulla vocazione turistica ed agrituristica del nostro territorio. Come tutte le
trasformazioni epocali, crediamo che anche questa porti con se una grande opportunità di crescita e
di sviluppo, allo stesso tempo siamo convinti però che senza una guida di processi così complessi il
rischio sia l’opposto, cioè quello, in nome della transizione ecologica, di distruggere altre fondanti
vocazioni economiche.

Anziché immaginare agrivoltaico come “soluzione” per la sostenibilità
economica (e non energetica) delle aziende agricole, noi riteniamo si debba lavorare di più e
meglio, a partire dalla Regione per supportare l’ortofrutta, per mediare nel rapporto con la gdo, per
favorire la filiera corta e le cooperative o consorzi per la trasformazione del prodotto.
Mi candido a Sindaca di questo Comune, convinta di aver raggiunto risultati importanti non banali,
considerando anche il complesso mandato attraversato, e allo stesso tempo consapevole dei limiti e
delle cose che non siamo riusciti a fare.

È chiaro, lo dico con trasparenza, che abbiamo Governato cercando di non perdere mai di vista la
visione d’insieme e quello che abbiamo ritenuto essere l’interesse collettivo. Per questo motivo
abbiamo detto tanti si, ma abbiamo anche detto alcuni no. Se i no che abbiamo detto hanno creato
spinte che hanno generato le proposte alternative che oggi si palesano, mi viene da dire che forse
abbiamo lavorato bene ?!

Mi ricandido per ripartire da qui, con coerenza ma anche rilanciando con coraggio, avendo aperto
un percorso di ascolto e confronto sulle scelte fatte in qualità di Sindaca e sulla costruzione degli
indirizzi che come lista civica vorremmo definire. Con umiltà e coraggio, ma allo stesso tempo
determinazione e convinzione.
Noi ci siamo e ci crediamo, io ci sono e ci credo, convinta di poter dare un contributo concreto al
Comune ed al territorio in cui sono nata e cresciuta e a cui mi lega un affetto e un amore profondo.”