Incontro pubblico “Afo 4 no alla demolizione”

INCONTRO PUBBLICO

Continua a crescere il numero dei sottoscrittori dell’appello nato dalla società civile, intellettuali e operai, uniti, per chiedere di sospendere la demolizione dell’altoforno. Sono circa 200 le firme raccolte in una settimana e le adesioni stanno arrivando da tutta Italia, dall’Europa e dall’America. Una partecipazione dall’estero inaspettata che porta inevitabilmente a riflettere sulle potenzialità della nostra città e del suo patrimonio industriale. Una città caratterizzata dalla storia plurimillenaria di lavorazione del ferro, dall’età medievale quando Piombino fu libero Comune e poi divenne capitale di uno stato autonomo, dove ancora oggi testimonianze e segni di quel periodo sono ben visibili: nel centro storico dell’antica città e recandosi nei parchi archeologici. Ma allo stesso tempo Piombino è anche la città del Novecento e ciò lo possiamo leggere dal suo sviluppo urbano e dal quel monumento industriale che si erge vicino al Cotone, un tempo borgata, dove nacquero i primi dormitori per le maestranze.

L’altoforno n. 4 rappresenta in tutta la sua grandezza un simbolo. Siamo consapevoli che il valore archeologico dell’afo4 non è paragonabile al piccolo gioiello industriale che rappresentava all’afo1, irresponsabilmente demolito nel 2008, ma è proprio da quella sconfitta che abbiamo il dovere di imparare. L’afo4 è l’ultimo altoforno rimasto sul nostro territorio a testimoniare quella specifica lavorazione: il ciclo integrale e può assurgere a diventare il simbolo della Piombino del Novecento: il monumento del lavoro.

Ci rivolgiamo ancora alle istituzioni e chiediamo di bloccare e riaprire un confronto prima che sia troppo tardi. Lo dobbiamo alle tante generazioni operaie che hanno vissuto dentro quello stabilimento, lo dobbiamo alla nostra città, che collocata al di là dei suoi confini, può unirsi ad altre realtà della zona diventando una meta centrale per far conoscere, nel bene e nel male, l’importanza che lo stabilimento piombinese ha avuto nello sviluppo di una rete che ha permesso continui connessioni e interscambi tra persone, merci e prodotti per oltre un secolo di storia.

Per questo ci sembra importante dedicare il 28 gennaio, domenica pomeriggio, alla presentazione dell’appello, invitando tutti a partecipare a partire dalle 16.30 in via XX Settembre n. 62 a Piombino. Interventi introduttivi: Veronica Muoio, Paolo Gianardi, Rossano Pazzagli, Alessandro Babboni.