Gelichi: “Le bollette Asa inevase, sono la punta di un iceberg del disagio sociale”

Apprendiamo dalla stampa che la cifra delle utenze morose nei confronti del servizio idrico integrato è enorme, a Piombino sono 5.300 utenti interessati. Una fotografia scattata dal Tirreno che evidenzia un disagio economico senza precedenti in questa città.

Non vorremmo che anche in questo caso, chi amministra questo territorio, si limitasse ad imprecare lo scandalo e innescare la solita protesta a vuoto. Come fa sempre per scansare le proprie responsabilità. Piombino è sempre più povera, questi dati sono la prova provata del decadimento progressivo causato dall’inefficacia del governo Ferrari, che doveva portare il cambiamento ma ci ha regalato il nulla, infiocchettato con tanta visibilità e facile comunicazione.

Se avessero avuto a cuore il destino di questa comunità, dal primo giorno, avrebberodovuto spingere sulla modifica e l’attuazione degli strumenti urbanistici, contestualmente chiedere percorsi mirati di bonifica e reimpiego delle aree disponibili per aprire le porte a nuova impresa; ricordo che siamo ancora Area di Crisi Complessa. Sempre che qualcuno non pensi che li abbiamo messi lì solo per fare le feste di paese. Oggi si tasta con mano una crisi sociale e economica difficilmente reversibile nel breve periodo, abbiamo perso altri quattro anni a rincorrere chimere e discorsi, proteste senza costrutto alcuno, nel frattempo i più poveri e sono tantissimi, sono al collasso, fino a perdere i beni primari.  La presenza del Comune di Piombino fra morosi rispetto ad ASA, la dice lunga sulla capacità amministrativa di questa giunta, la cifra è importante 137.918 euro, su questo sarebbe untile che il Comune si esprimesse con grande chiarezza, invece di fare le analisi psicosociali dichiarando l’evidente e come il solito, sbolognare il problema sul Governo centrale chiedendo impalpabili moratorie.

Insomma il messaggio che passa dalla dichiarazione del vice sindaco di Piombino, che avrebbe dovuto spiegare le ragioni della morosità del Comune, è che siccome non sono capaci di rilanciare economicamente questo territorio, sarebbe utile che le bollette dei morosi le pagassero tutti gli altri attraverso la fiscalità generale, che di fatto è il serbatoio a cui si attinge per gli aiuti di stato; la coscienza è a posto e il problema viene gettato in tribuna.

Riccardo Gelichi

Portavoce Ascolta Piombino.