A giudizio del Camping CIG, dall’incontro al Mimit nè progetti, nè dati certi, solo chiacchiere altisonanti e pie speranze: a suon di speranze, Piombino è in agonia. A maggior ragione, adesso invece occorrono trasparenza e democrazia partecipata. E’ indispensabile un vero piano industriale, da valutare in un percorso di consultazione popolare di lavoratori e cittadini, con il tempo necessario, insieme a tecnici non di parte, prima di qualsiasi decisione.
Ad oggi, l’unica cosa certa è che non c’è la cig per i dipendenti Jsw; l’eventuale proroga di soli tre mesi espone città e fabbrica ricatto letale da parte delle multinazionali vecchie e nuove: “o accettate quello che vi propiniamo, o tutti senza cig, tutti licenziati”. Scandalizza che siamo a questo punto: perché i sindacati nei mesi passati non hanno promosso le lotte necessarie per evitare questo cappio intorno al collo dei lavoratori? Scandalizza poi che questo governo, come i precedenti, si mostri ostaggio del liberismo padronale e disinteressato a costruire un piano nazionale della siderurgia: è passato dal corteggiare Jsw a fare il sensale fra le tre multinazionali e, come in passato, affida alle loro mani rapaci il futuro dei lavoratori e della comunità. Invece, la nostra sola garanzia è che lo Stato acquisisca la quota di controllo dello stabilimento per guidarne la rinascita insieme a quella dell’intero territorio.
Da parte loro, le multinazionali le sparano grosse senza presentare un vero piano industriale con numeri credibili, impegni verificabili, sottoposti a penali in caso di inadempienza. Non possiamo stare di nuovo ad aspettare che esse facciano di noi, come sempre, ciò che vogliono. Con le lotte dobbiamo far contare i nostri interessi e le nostre idee, pretendere di incidere sulle decisioni che verranno prese sul nostro futuro. Per questo bisogna arrivare al prossimo incontro non con il cappello in mano, ma con fabbrica e città in forte mobilitazione. Fabbrica e città insieme, insieme si salvano solo se insieme lottano, accomunate da una visione del territorio condivisa da lavoratori. Bisogna uscire dalla rassegnazione, nessuno ci leverà le castagne dal fuoco.
Ultimo esempio, il rigassificatore imposto a forza ma senza applicare le fuorvianti compensazioni, spudoratamente sbandierate: alle prese in giro ci deve essere un limite! Continuiamo a lottare per il rilancio dello stabilimento e per garantire l’occupazione, per le bonifiche, per fare a meno dei rigassificatori, per praticare la diversificazione economica nel rispetto della natura. Piombino dimostri di essere ancora all’altezza dei riconoscimenti ricevuti per avere contribuito a far vincere la Resistenza e a far nascere la Costituzione della Repubblica: riaffermi, con i lavoratori in testa, che si deve tornare a laminare e a colare acciaio per fare rotaie, non per produrre armi. Su questi contenuti aderiamo alla giornata di lotta del 17 novembre, indetta da Cgil e Uil.
Coordinamento Art.1-Camping CIG

