SI, al PD locale manca la memoria di quando governava felicemente coerente al principio di non intromissione da parte di chicchessia negli Affari Pubblici che così rimanevano pubblici per modo di dire, quanto ad informazione e discussione.
Ricordiamo infatti che in occasione del progettino di ampliamento del porto turistico, per tutto il lungo periodo di gestazione, fu tenuta una sola assemblea pubblica per obbligo di legge. Pari pari a quel che avvenne anche per la variante su Rimigliano con la scelta illuminata di imporre le Osservazioni nel pieno del mese di Agosto e comunque senza confronto e dibattito pubblici.
Che dire poi della Consulta sull’ambiente che in tutta evidenza non dette i risultati sperati dall’Amministrazione poiché ne scaturì un documento contrario al suo gradimento e dunque ignorato e cancellato. Troppo lontani quei tempi, si dirà. Allora avviciniamoci. Che dire e come non ricordare le memorabili strombazzate sulla stampa per tutte le operazioni cementificatrici senza alcun contrappeso di informazione e discussione pubblica. Se, oggi, il Piano Spiaggia appare al PD di basso profilo sarà perché lo guardano dall’alto delle loro sensibilità e competenze che in circa vent’anni hanno ridotto la spiaggia pubblica in dimensione e qualità lasciando senza regole l’intero patrimonio.
E’ utile ricordare quale fosse la prospettiva avanzata dal Piano Spiaggia proposto dagli amministratori del PD precedenti : -privatizzazione e ancora privatizzazione
Senza traccia di tutela per l’interesse pubblico.
Sul turismo poi il PD si lancia in affermazioni temerarie circa la carenza di iniziative che lo facciano crescere ancora all’infinito. Mai e poi mai queste belle menti si sono poste i problemi di compatibilità, di gestione avveduta delle risorse rinnovabili e non, presenti sul territorio e men che meno delle scelte più opportune per non consumarle o estinguerle.
Solo la considerazione e il rispetto di queste priorità può permetterci di restare attrattivi e dunque garantire anche risposte occupazionali più sicure e regolari su cui contare per il presente e per il futuro, abbandonando il mordi e fuggi della speculazione più meschina.
Al PD che raccomanda all’Amministrazione comunale di non compiere “ errori di impostazione” e di non “stare fermi” raccomandiamo di ricordare qual è stata la sua impostazione fino al 9 marzo 2021:
quella che ha portato questo ineffabile Partito alla dissoluzione.
Quanto allo “stare fermi” si guardino i piedi e comincino a camminare magari adagio ma in direzione opposta a quella che gli ha regalato il più trionfale successo elettorale della loro storia, sempre in ossequio al loro patrimonio di esperienze e di capacità competitiva che hanno l’impudenza di riconoscersi ancora e nonostante tutto.
Vincenzo Tuvè, Presidente Ass. Officina SV

