Comunicato stampa.
La vicenda del rigassificatore Golar Tundra rappresenta l’esempio di come non si dovrebbe governare un Paese.
Sappiamo come è arrivata questa nave a Piombino, con una procedura d’urgenza, non garantista, senza il coinvolgimento delle comunità locali, anzi con la loro contrarietà per motivi di sicurezza, sanitari, ambientali, economici e di prospettiva produttiva.
Dopo aver realizzato in fretta e furia sul nostro territorio tutte le infrastrutture con la supervisione di poliziotti, carabinieri e forzedell’ordine varie, venute perché a nessuno venisse voglia di ostacolare o ritardare i lavori, dopo aver ormeggiato in porto il rigassificatore, dopo l’arrivo fino ad ora di una sola metaniera per il rifornimento del GNL, il Governo ha emanato un decreto per trasferire questa nave in Liguria, fra tre anni. Il Governatore di questa regione, Giovanni Toti, si è reso disponibile ad accogliere l’impianto di rigassificazione, mentre meno disponibili appaiono gli abitanti di quella bella costa.
Da informazioni giornalistiche in questi giorni in tantissimi si sono mobilitati nella zona di Savona in una catena umana per dire: “Il mare non si tocca”, “Il rigassificatore non fa bene al turismo”, “La sicurezza è imprescindibile” …temi tutti condivisibili o meglio i temi che abbiamo anche noi gridato a gran voce, ma inascoltati, anzi a volte siamo stati dileggiati e soprattutto lasciati soli dal resto d’Italia.
Del resto, si sa, i “popoli del No” non vengono ascoltati se non hanno dietro grandi coperture politiche e noi ne siamo la dimostrazione.
Leggiamo che in difesa della zona ligure alcuni giornalisti, uno difama nazionale come Fabio Fazio, originario anch’egli di Savona,si stanno mobilitando contro il rigassificatore, mentre noi siamo stati presi in giro e trattati con superficialità e impreparazione poiché l’obiettivo finale era: prendetevi questo rigassificatore che il Paese ne ha bisogno, è toccato a Voi….
I liguri può darsi abbiano maggior fortuna, a noi non interessa una guerra tra territori, diciamo che “il buon governo” non dovrebbe arrivare a mettere in contrapposizione i propri cittadini, ma cercare soluzioni alternative nell’ottica di rifornire energia in tutta sicurezza.
Noi continueremo la nostra battaglia per la specificità del nostro sito che è unico al mondo. Questa estate centinaia di navi da e perl’Elba, con migliaia di passeggeri e centinaia di veicoli(https://www.shipmag.it/traghetti-numeri-da-record-per-il-porto-di-piombino) sono passate a duecento metri da quell’impianto a rischio di incidente rilevante, attraverso l’unico canale di ingressodel piccolo porto di Piombino. Siamo del resto fra i primi quattroporti italiani per movimento passeggeri. Non quindi “una nave sulla darsena industriale. In mezzo al nulla e vicina solo ad un’acciaieria” come ha dichiarato la scorsa estate in un tweetCarlo Calenda. Questa estate, come ogni anno, si sono verificati,durante i weekend, chilometri di code in uscita e in ingresso per la città di Piombino a causa degli arrivi e delle partenze delle navi. Ci domandiamo, senza un piano di evacuazione della città e del porto, in caso di necessità, cosa sarebbe potuto accadere? Questa estate per fortuna o a sommo studio si è vista una sola metaniera, l’attività di rigassificazione di fatto ferma. Ma dove è finita l’urgenza improcrastinabile? Noi riteniamo che ci possano essere stati diversi motivi: il costo alto del gas, la sufficiente disponibilità, ma crediamo anche che l’ingente mole di turisti,in transito in città e sulla costa abbia indotto le Autorità ad una pausa prudenziale.
Il 2 ottobre è previsto l’arrivo di una nuova metaniera e via cosìogni settimana, tanto i turisti sono tornati a casa e qui rimaniamonuovamente soli noi piombinesi.
Cari concittadini a noi sembra essere “figli di un Dio minore” …ma ce lo meritiamo?
Il Comitato Salute Pubblica Piombino Val di Cornia

