Comunicato stampa.
UN MONDO PER TUTT*
Come gruppo Piombino Rainbow – Arcigay Livorno, che sul territorio si impegna da qualche anno a portare avanti iniziative contro le discriminazioni, riteniamo importante ribadire la nostra idea di società aperta, multiculturale e inclusiva, in contrapposizione a chi sostiene che l’unica risposta alle complessità del presente sia rinchiudersi in un mondo piccolo, chiuso, omofobo, razzista e sessista.
Crediamo che pensare con nostalgia a un mondo in cui i gay venivano chiamati “fino***i, fro*i o invert**i” e in cui le donne erano costrette a stare a casa per occuparsi del focolare, come espresso nel libro “Il mondo al contrario” del generale Vannacci, sia solo il triste tentativo di opporsi a qualsiasi tentativo di allargare i diritti e di sostenere l’emancipazione delle persone.
Per questo facciamo un appello alla società piombinese, a partire dalle associazioni, le organizzazioni sindacali, i partiti, le cittadine e i cittadini, a riunirsi con noi in Piazza Verdi lunedì 18 settembre alle 17.30.
L’appuntamento è un’occasione per dire che il nostro deve essere un mondo aperto, consapevole, inclusivo che si riconosce nella condivisione delle differenze con l’obiettivo di far sentire tutt* parte della stessa comunità.
Una comunità che nasce dall’unione di tutte le sue componenti, che sono parti, appunto, non minoranza o ospiti sgraditi di una presunta maggioranza, che le concede “gentilmente” diritti.
In piazza chiediamo a tutte e tutti di mostrare che la società è più avanti dei tentativi grotteschi di chi prova a raccontarla come spaventata e chiusa in un fortino di privilegi da difendere. Vi chiediamo di portare in piazza i colori, le parole e i libri che ritenete siano stati per voi elemento di crescita e di condivisione.
Di fronte a chi definisce i gay persone non normali (“Cari omosessuali, normali non siete, fatevene una ragione!”, scrive Vannacci), la nostra reazione è quella di portare i nostri corpi e le nostre parole in piazza per sostenere il diritto di tutte e tutti a far parte di una comunità aperta e inclusiva, in cui la libertà d’espressione non è mai libertà di offendere e discriminare.

