Comunicato stampa.
La commessa rotaie Rfi per 922 milioni a Jsw Steel Italy potrebbe riguardare poco lo stabilimento di Piombino: niente vincola l’azienda a produrle qui.
Con tanti saluti alle mirabolanti promesse che Carrai ripete per l’ennesima volta.
Il governo Meloni prosegue come i governi precedenti: Piombino non conta niente. Se ne accorgono le organizzazioni sindacali, che, dopo un anno, tornano finalmente a convocare l’assemblea dei lavoratori.
Sembrano accorgersene perfino le maggiori forze politiche, da sempre assai distratte, al pari delle istituzioni locali e regionali.
Se poi il treno rotaie piombinese miracolosamente lavorasse a pieno ritmo, quanti mai sarebbero comunque gli occupati, mentre il Tve è in agonia, e il Tmp non regge? Quanti dunque gli esuberi, quando il Tpp è esso stesso obsoleto e va rifatto lontano dall’abitato, mentre di forni elettrici neppure si parla più? Vogliamo lavoro degno e non altra cassa integrazione, peraltro in scadenza fra pochi mesi.
E’ urgente impiegare cassintegrati ed esuberi siderurgici nei lavori necessari per la diversificazione economica e il potenziamento delle infrastrutture locali. Occorre in ogni caso dare un futuro produttivo ed ecologicamente compatibile alle acciaierie, altrimenti quelle immense aree saranno utilizzati come una megapattumiera industriale, per attività e produzioni che porterebbero poca e poverissima occupazione, mentre degraderebbero ulteriormente l’ambiente, cancellando numerosi altri e migliori posti di lavoro: su tutto ciò, serve subito una forte vertenza unificante per un piano di rinascita complessivo.
Per gli esuberi non reimpiegati vanno previste comunque uscite incentivate, prepensionamenti eccetera.
Oggi più che mai, è evidente che Jsw non è affatto affidabile e se ne deve andare, per far posto al ruolo centrale e decisionale dello Stato, magari tramite Rfi, eventualmente insieme a un privato finalmente credibile, al quale porre i vincoli che non sono mai stati posti alle multinazionali di Rebrab e Jindal. Solo le lotte potranno garantire finalmente gli interessi dei lavoratori e della popolazione piombinesi: lotte incisive da decidere insieme nell’assemblea del 6 aprile. Se nel passato le lotte avessero imposto il caso Piombino come questione nazionale, non sarebbero arrivate le megadiscariche, né il rigassificatore: impariamo la lezione.
02.04.2023
Coordinamento Art.1-Camping CIG

