“Jsw: “Ecco ripartire con le loro solite promesse di impegno i vari politici di turno”

Comunicato stampa.

Occorre domandarsi fin dove si può parlare di incapacità della politica e fin dove si pensa di poter predere in giro un intero Territorio e migliaia di lavoratori. Due anni fa il sindacato ed i lavoratori organizzarono un presidio presso la Portineria Jsw per chiedere alla politica di non consegnare una commessa miliardaria di rotaie ad un gruppo totalmente inadempiente e non più credibile. Chiedevamo di legare tale commessa a vincoli precisi : garantire i necessari investimenti sui tre treni di laminazione, sull’acciaieria elettrica e sulla certezza che quelle rotaie fossero fatte a Piombino. Anzi, chiedemmo al governo di allora di valutare come allontanare la proprietà indiana spingendosi a chiedere di verificare se c’erano le condizioni per un Commissariamento con relativa Amministrazione Straordinaria. A quel presidio vennero Parlamentari, Senatori, Sindaci del Comprensorio, Presidente della Autorità portuale, Presidente della Regione Toscana….tutti pronti a dichiarare di volere intervenire immediatamente per la nostra vertenza. Poi rieccoli tutti al Palazzetto dello Sport il 4 Maggio dello scorso anno al fianco del sindacato che denunciava lo stallo della vertenza e continuava a chiedere alla politica di intervenire perché denunciavamo il rischio che la commessa delle rotaie, unico strumento per mettere un vincolo agli indiani, venisse loro affidata in maniera diretta. Ed ecco ripartire con le loro solite promesse di impegno i vari politici di turno. Ed infatti eccoli lì, a Giugno 2022, mettersi a discutere tra loro del famoso Addendum all’accordo di programma 2018 per mettere i vincoli e pretendere le garanzie di investimenti al gruppo Jsw che il Sindacato chiedeva a gran voce. Già ma una volta fatta la foto di rito…la dichiarazione alla stampa…il comunicato stampa…poi si dovrebbe lavorare per ottenere ciò che si promette. Ma sappiamo che questo non è il loro forte, questa politica si ferma alla dichiarazione di rito e nulla più. Ed infatti….tutti sorpresi e stupiti quando ciò che denunciava il sindacato due anni prima diventa realtà. Commessa miliardaria di rotaie assegnata da Rfi direttamente al gruppo indiano perché una norma legata agli accordi di programma consente di farlo senza passare nemmeno da un bando di gara. Ed allora giù con i comunicati stampa ad indignarsi di ciò che la stessa politica ha di fatto permesso. Niente vincoli, niente garanzie e la multinazionale lasciata libera di continuare ad annunciare chissà quali nuovi mirabolanti piani industriali. Adesso tutti pronti ad accanirsi sulle concessioni portuali, facendo finta di non vedere che ci sono tre mega Aree sul Porto di Piombino, proprio a fianco del Rigassificatore, che sono totalmente deserti, nessun investimento, nessun posto di lavoro creato e chissà quando si farà le verifiche sul lotto 1 assegnato anni fa ma lasciato tutt’oggi abbandonato e quando si farà i bandi di gara per riassegnare gli altri due lotti lasciati oramai anni fa dalla Liberty Magona. Più facile parlare di Piani di ampio respiro da parte del Sindaco di Piombino, più facile parlare di compensazioni (chissà se mai chieste effettivamente al nuovo Governo in carica) da parte del Presidente della Regione Toscana, più facile parlare di diversificazione e di progetti di turismo (necessari ma che sappiamo tutti che non potranno sostituire la manifattura) da parte di molti esponenti politici. Intanto ci sarebbe da chiedersi perché al Ministero non pretendono immediatamente il rispetto degli accordi siglati dalla multinazionale indiana, perché nessuno dei politici pretende il rispetto dell’Accordo di Programma da loro stessi siglato (che ricordo, visto ciò che servirà a breve, prevede la copertura di ammortizzatori sociali per tutta la durata del piano Jsw e la salvaguardia della totale occupazione). Perché a Piombino dovremmo diversificare e non pretendere di produrre e laminare acciaio pulito, visto che in Italia si importa milioni di tonnellate di prodotti piani, visto che dovremo attuare il Pnrr con tutti gli investimenti sulle rotaie (abbiamo ad oggi il solo impianto che produce rotaie in Italia), sulle Infrastrutture, che ci sarà da rinnovare l’intero parco auto, pulman, camion, navi, aerei con motori elettrici, che ci sarà da ricostruire l’Ucraina….insomma nel futuro ci sarà un forte bisogno di acciaio ? Invece di lavorare uniti per rilanciare il territorio, creare posti di lavoro a tempo indeterminato e non precari per pochi mesi, si preferisce annunciare un fantastico futuro e lasciare morire nel presente un intero territorio compreso il lasciare sparire i vari servizi essenziali. Questo è ciò che avviene quando si preferisce buttare la palla più là, lasciare che sia qualcun altro a doversi occupare dei problemi, quando le vertenze non si gestiscono e si sceglie di evitare di convocare i rappresentanti dei lavoratori. Vorrà dire che dovremo organizzarci per autoconvocarsi il 20 a Roma e probabilmente sarà solo l’inizio della mobilitazione se vogliamo provare a non arrendersi ad un destino fatto solo di povertà, disoccupazione e macerie sociali.

UILM