Sospensione erogazione dell’acqua in alcuni condomini: “Palesi trascuratezze?”

Comunicato stampa.

Torniamo a commentare la vicenda della sospensione dell’erogazione dell’acqua in alcuni condomini della nostra città per sottolineare quelle che a noi paiono essere palesi trascuratezze da parte dell’Amministrazione comunale e, forse, di ASA.

Nell’esecuzione dell’interruzione del servizio probabilmente c’è stato il rispetto dei regolamenti previsti: chi è in stato di morosità, dopo una serie di passaggi che includono i tempi di messa in regola dell’utente, si è visto interrompere il flusso dell’acqua. Risulta però che chi abbia ottenuto in cosiddetto “bonus sociale idrico nazionale” – destinato a utenti in condizioni di disagio economico sociale – dovrebbe vedersi garantito almeno un quantitativo minimo vitale pari a 50 litri/abitante/giorno.

Addirittura l’Ente competente regionale (Autorità Idrica Toscana) ha previsto, in aggiunta a tale beneficio nazionale, il “bonus sociale idrico integrativo”: nel caso di utenze particolarmente disagiate, infatti, è compito specifico del Comune individuare attivamente tali situazioni, e ciò per poter ovviare alle comprensibili difficoltà di accesso a questo beneficio.

Riconosciamo che fra gli amministratori di condominio la maggior parte si impegna ben oltre il proprio ruolo per provare a risolvere problemi molto complessi soprattutto sul fronte delle morosità. Ma la grave crisi sociale che attraversa la nostra Città richiede uno sforzo molto più impegnativo e a farsene carico devono essere in primis le istituzioni locali. 

Ci chiediamo:

• il Comune di Piombino ha adempiuto o meno a questa disposizione?

• ha una conoscenza approfondita dello stato dell’arte?

• c’è un Assessore che abbia ricevuto la delega per dare concreta attuazione a questo Servizio Idrico Integrato?

• è il Sindaco questa figura?

• l’ASA ha ricevuto dal Comune le previste segnalazioni delle utenze che godono del “bonus sociale idrico integrativo”?

• il Comune, che è socio dell’ASA, sta svolgendo un ruolo attivo di controllo su questa Azienda?

• in questo contesto sussiste, come sarebbe naturale, un rapporto stretto con l’Ente gestore del servizio che possa prevenire tempestivamente questi disservizi?

• l’ASA ha provveduto da parte sua a segnalare tempestivamente queste situazioni?

Forse dovremmo concludere che mancano “antenne” sul territorio e ciò configura un’Amministrazione che ignora certe emergenze. Un quadro che evidenzia lo stato di abbandono di situazioni sociali difficili proprio in quartieri “simbolici” dove maggiore è la necessità di intervenire a tutela delle persone più fragili.

Forse sarebbe il caso di formalizzare  un’istanza all’Autorità Idrica Toscana per chiedere un’istruttoria che chiarisca i fatti e le responsabilità di questa deprecabile vicenda.

Associazione a Sinistra